In questa recensione dopo 8 mesi, vi racconto la mia esperienza con le cuffie Audio Tecnica ATH-M50X: cuffie monitor da studio, assolutamente flat e perfette per lavoro e utilizzo quotidiano.

Premessa: uso le cuffie over era principalmente per lavoro, call e montaggio audio e video, quindi utilizzo dispositivi di tipo flat. La caratteristica principale di questo tipo di cuffie è la trasparenza rispetto al suono: ovvero il dispositivo non aggiunge o esalta nessuna parte della gamma dinamica (alti, bassi, medi etc).

Back on track. Dopo 21 anni di onoratissimo servizio le mie vecchie cuffie Sony, che tante avventure hanno visto e vissuto (ricordo ancora la prima volta che le ho indossate in console durante una festa a tema anni 70), hanno ceduto.

Semplicemente uno dei fermi di plastica che tiene gli auricolari in posizione si è rotto per fatica meccanica, rendendole de facto inutilizzabili per più di qualche minuto, pena perderle al minimo movimento.

La scelta era quindi, tra le osannate Sony MDR 7506, uno standard de facto da anni, o le Audio Technica ATH-M50X altro standard del mondo studio e registrazione. Delle prime mi piaceva l’impronta sonora familiare, ma mi fermavano l’ingegnerizzazione un pò fragile (cavi di collegamento a vista ad esempio) e la comodità complessiva che non mi aveva convinto ad un primo test.

Ho scelto cosi le Audio Technica che mi hanno convinto per la robustezza, la vestibilità (tengo le cuffie ore di seguito), e i tre cavi intercambiabili che per me rappresentano un plus.

TEST COSTRUZIONE E VESTIBILITÀ

Una cuffia di questo genere, cioè del genere “duro lavoro” deve avere tre caratteristiche: essere comoda, essere ben costruita, suonare bene.

Qui parliamo delle prime due caratteristiche, ossia della robustezza e della comodità. Esternamente sono ben fatte, mostrano subito materiali premium come la nappa tecnica che ricopre padiglioni e archetto, plastiche ben rifinite con inserti metallici, e una complessiva sensazione di solidità durante l’uso e la manipolazione.

Trasportate in ogni ambiente immaginabile, usate per ore con mille diversi dispositivi non posso che confermarne la bontà: nessun cigolio, segno di cedimento o particolare usura.

Anche il cavo ad innesto, quello che mi aveva fatto dubitare all’inizio, è solido come una roccia: niente giochi, impossibile sbagliare il verso (ci sono due strisce argentate da allineare), zero interferenze o fastidi. Se a questo aggiungete che nella confezione sono disponibili 3 cavi di diversa lunghezza e forma (incluso lo spiralato che uso quotidianamente), scoprirete che quello che per me era un punto di debolezza si è trasformato in un punto di forza.

Una volta indossate, dopo 30 minuti sono ancora comode, dopo 60 va fatta una pausa perchè anche se ancora comode (non stringono per nulla) riscaldano l’orecchio. Questa però è una cosa a cui bisogna fare l’abitudine se si vuole il padiglione chiuso, e noi lo vogliamo per evitare rumori esterni e fastidi. Ho anche provato a tenerle 2 ore di seguito, ma per me è impossibile, l’orecchio era sudato, e non avevo quella sensazione di benessere necessaria a rimanere concentrato. La cosa positiva è che con una pausa di pochi minuti (anche 2 per la verità) potete usarli per un’altra ora di fila.

TEST AUDIO

E l’audio? Un altra grande sorpresa: non pensavo in questa fascia di prezzo di trovare un prodotto cosi valido. Io sul suono sono molto pignolo: abbastanza da avere adottato un Broadcaster di Rode dotato di WS2, anche se non “trendy” e difficile da settore bene a primo impatto.

Eppure queste Audio Technica mi hanno stupito positivamente. Intendiamoci, nessuno grida al miracolo, ma in rapporto al prezzo danno moltissimo, e la curva flat in questo non significa per nulla mancanza di dettaglio. Anzi, ogni suono è facilmente riconoscibile e non c’è la sensazione di “affollamento” che ho provato con altre cuffie.

Se dovessi trovare un difetto farei fatica, forse un pelo meno “globali” nel dare il sound complessivo della produzione rispetto ad altre cuffie, ma è veramente una questione di lana caprina. Credo che solo un ingegnere del suono potrebbe confermare o ribaltare, per dirla con Borghese, la mia sensazione.

CONCLUSIONI

Le conclusioni quindi non possono che essere positive: ne consiglio l’acquisto per uso studio. Non le trovo indicate per l’ascolto musicale ovviamente, anche se mi è capitato di usarle con Spotify, lettore CD, vinile.

In 8 mesi non hanno mollato un millimetro e spero possano durare quanto le mie amate Sony: forse è utopistico, ma la speranza si sa…

Nota: cliccando sui link ai prodotti, in caso di acquisto a me verrà riconosciuta una piccola commissione senza alcun costo per voi. La legge mi impone di dirvelo, anche se è la cosa più inutile della storia dall’invenzione delle ruote quadrate.