Come vanno le Airpods Pro di Apple? Sono, tra gli auricolari senza filo, tra i più cari, ma valgono quello che costano? Ve lo racconto nel test di circa due mesi che ho appena concluso.

Premessa

In un periodo in cui la pandemia di Covid-19 ci ha tenuti tutti a casa, e il lavoro ha subito una trasformazione che nessuno di noi poteva aspettarsi, abbiamo dovuto riorganizzare il nostro lavoro con nuovi strumenti e modalità impensate. E abbiamo finalmente scoperto che si, alcune riunioni potevano davvero essere una email.

Tra gli strumenti che ho comprato durante questa pandemia, per potere guidare C-Digital anche da casa, ci sono state le Airpods Pro, la nuova versione delle cuffie senza filo di casa Apple.

L’ho fatto perchè uso l’ecosistema Apple e sebbene sapessi che musicalmente erano inferiori a cuffie come le Bose 700, leggerezza, facilità d’uso e integrazione mi avrebbero regalato un’esperienza utente superiore.

E cosi è stato, salvo alcuni problemi, di cui vi racconterò tra poco.

Connessione e primo approccio

La confezione è abbastanza fornita, con le Airpods Pro con custodia, un cavo USB lightining per la ricarica, tre diverse taglie di cuscinetti in silicone. L’esperienza d’uso iniziale è quella che ci si aspetta da Apple: appena tirate fuori dalla scatola basta aprire la custodia in plastica rigida per fare il pairing. Si apre la finestra di riconoscimento e in due click li collegate al telefono.

Update – Come chiesto da un utente nei commenti confermo che potete ricaricarle come detto via lightining (ma avrei preferito USB C), o wireless su tappetino di ricarica.

Siccome la principale novità di queste Airpods Pro è la cancellazione attiva del rumore dovrete anche, dopo avere scelto la taglia di pad migliori per voi, calibrarle per capire se avete scelto la taglia giusta. Le cuffie infatti misurano il rumore all’interno del vostro condotto e capiscono se sono abbastanza aderenti per sfruttare appieno la funzione di soppressione rumore.

Appena collegate le troverete nel menu bluetooth: se cliccate sulla i avrete accesso al menù di controllo con le funzioni di cancellazione rumore attiva, collegamento semplice (ma qui il suono viene cancellato dall’aderenza delle cuffie) o trasparenza, con una percentuale di rumori e suoni esterni che filtra fino al vostro orecchio.

La custodia è di plastica rigid lucida, comoda, ma ha nella cerniera, rinforzata in quello che sembra metallo, il suo punto debole: dopo 60 giorni di utilizzo qualche piccolo gioco delle plastiche si nota.

Vestibilità e confort

Ok, ma come vanno? Sono comode, e solide, ma hanno la tendenza a cadere, almeno per me, in due situazioni: se rido (!) e con il sudore. Attenzione però: se uscite da casa asciutti per correre con le Airpods Pro alle orecchie, queste non cadono; se invece siete già sudati per il caldo o per l’attività fisica tendono a non reggere. Usatele serenamente durante gli allenamenti, sono impermeabili IP 4

Si sentono nell’orecchio, ma sono leggerissime, tanto da dimenticarle nelle orecchie a volte, e non danno alcun fastidio anche dopo ore di utilizzo.

Utilizzo quotidiano: sono davvero Pro queste Airpods?

La connessione è stabile e veloce, ma all’inizio mi ha fatto disperare, tanto da pensare di tornare le Airpods Pro ad Amazon. Ogni tanto saltavano, non si connettevano o fornivano un suono gracchiante come se non ci fosse abbastanza banda per la trasmissione wireless. Ho scoperto poi, grazie al supporto Apple, che la custodia che usavo, molto robusta e spessa, e il vetro temperato del mio Iphone bloccavano il segnale. Il collegamento adesso come dicevo è straordinario: mi sono allontanato dal mio iPhone e a distanza di oltre 30 metri con due muri in mezzo sentivo perfettamente. Tra l’altro il mio interlocutore sentiva la mia voce chiarissima e nitida senza disturbi di rumori esterni.

Hanno una batteria infinita, testata con sessanta minuti di video call effettiva, e basta metterle un pò nella custodia per averle sempre pronte in qualsiasi occasione. In questo sono insuperabili: comode, leggere e sempre pronte quando serve. Sembra il minimo sindacale, ma auricolari wireless cosi funzionali ne ho visti raramente.

Sono anche facili da usare se fate l’abitudine alle dimensioni dello stelo della cuffia: dovete prenderlo tra due dita, individuando il punto esatto, ma vi abituerete quasi subito. I comandi sono i soliti: prossima canzone, stop, canzone precedente con la novità dell’attivazione e disattivazione del noise cancelling. Potete anche scegliere per singolo auricolare se attivare la soppressione del rumore o Siri.

Un difetto che ho notato, e che mi ha stupito trovare in un prodotto Apple, è che le cuffie non passano automaticamente tra iPad, Mac e iPhone, ma devono essere connesse di volta in volta. Apple ha comunque annunciato che con il prossimo firmware (mentre scrivo è presente il 2D27) le Airpods pro riceveranno questa e molte altre funzioni.

Test Musicale

Come vanno con la musica? Io non sono un audiofilo ma devo dire che le trovo interessanti. Testate con “Since i’ve been loving you” dei Led Zeppelin (nella versione live delle BBC Session del 1971), con l’assolo di “Thunderstruck” degli AC/DC (studio version) il suono è pulito ma non direi cristallino. Al confronto le già citate 700 ma anche le PX7 di Bower & Wilkins sono su un gradino superiore, almeno per le mie orecchie.

Non fraintendetemi, suonano bene, ma quando ho messo “The Great Gig in the Skydei Pink Floyd, al potentissimo assolo vocale di Clare Torry mancava la profondità che l’ha consegnata alla leggenda. Con la musica più elettronica invece vanno in maniera differente, recuperando bassi, alti e persino un minimo di tridimensionalità.

Conclusioni

Cosa resta alla fine di questi due mesi di intenso uso quotidiano? Un giudizio assolutamente positivo sulle Airpods Pro e sullo scopo per cui sono state create: fornire degli auricolari comodi, piccoli, leggeri, con una esperienza di uso quotidiano insuperabile. Sono nati per essere comodi e affiancarvi nell’uso di ogni giorno, non per farvi sentire la Filarmonica di Berlino diretta da Karajan come se fosse con voi.

Con questo in mente il voto è, e rimane dieci, per esperienza d’uso e praticità. Potevano migliorarle dal punto di vista musicale? Forse, ma non credo sia lo scopo per cui sono nate, nè che sia l’uso tipico che l’utente medio cerca in questi auricolari.

Se avete commenti, suggerimenti o domande, i commenti sono aperti!