È arrivato il nuovo MacBook Pro Retina da 15.4 pollici in sostituzione del precedente 15 ormai datato. Ecco come va, tra una velocità incredibile, uno schermo straordinario e qualche piccolo difetto.

Quando cambio Mac prendo sempre il top di gamma: non è consumismo fine a se stesso, ma la scelta obbligata per una macchina “di produzione”, che ha un ciclo di vita medio di circa 6 anni, e che deve essere in grado di svolgere il proprio lavoro h24 365 giorni l’anno.

Ho cosi preso il MacBook Pro Retina CPU 2.5 Ghz i7, con dispaly 15.4, hd a stato solido da 512 GB PCIe, 16GB di memoria, scheda video dedicata. Come va? Ho testato la macchina nell’uso quotidiano: di grafici e tabelle non so che farmene se non fa ciò che dico io, come dico io, quando dico io.

Intro – Partiamo da una considerazione base che dovete tenere a mente durante tutta la recensione: la macchina è velocissima, ha un monitor con una definizione impressionante, ed è davvero super trasportabile e leggera. E se dico leggera e trasportabile significa che posso tenerlo con una mano a lungo, posso lavorarci in piedi reggendolo con una mano sotto per almeno 4/5 minuti, che le borse imbottite letteralmente lo ingoiano, che è così sottile da sembrare finto.

Dal vecchio Mac al nuovo – Detto questo partiamo dall’inizio: acceso e configurato di importare con l’assistente di migrazione non ne ha voluto sapere. Ne via Wifi, ne via cavo che ho usato con l’apposito adattatore  (passando da router, switch, cavi diretti e cavi cross). A parte questo con time machine su NAS è partito al primo colpo e tutto è filato liscio: ok, avevo un backup mostruoso e ci ha messo diverse ore (3.50 che comunque per me è un risultatone), ma non ha fatto nemmeno mezza piega.

Calore – Dove sono rimasto sorpreso, in negativo, è nel calore casuale in alcune operazioni: non capisco perché un rendering complesso faccia scaldare poco il processore (tra 70 e 75 gradi) e la sincronizzazione di iPhoto o di Dropbox faccia arrivare il calore a 99 gradi e le ventole di conseguenza al massimo. Misteri di un Macbook Pro altrimenti silenzioso stile frate di clausura.

Applicazioni – Le applicazioni si aprono alla velocità del pensiero, il disco a stato solido unito all’interfaccia PCIe non è un vezzo, è una cosa che cambia radicalmente la produttività. Significa avere aperte contemporaneamente Spotify, Mail, Safari, Keynote, Twitter, Evernote, Skype, lanciare Photoshop e vederlo aprire in tre secondi netti. Lanciarci sopra iPhoto (programma che detesto per inciso), e visualizzare l’intera libreria in altri quattro. Abituato al precedente mi sembra il computer dell’enterprise.

Esce già fornito della suite iLife e trovate praticamente qualsiasi software pronto da installare. Personalmente preferisco passare dall’app store, così da seguire tutti gli aggiornamenti in un punto solo, ma molti sviluppatori (grandi come Skype, piccoli come µTorrent) non lo usano per le proprie distribuzioni , quindi dovrete cercare via web.

Video – Commovente. Non c’è altro termine per descrivere un monitor che vi darà una nuova visione, letteralmente, del vostro lavoro, sia web, sia offline. Assurdo, ma a volte è il web che non è pronto per uno schermo simile, anche se ormai moltissimi hanno aggiornato al nuovo paradigma.

Molto utile la possibilità di settare il monitor a risoluzioni inferiori per avere più spazio: le dimensioni dei caratteri ne risentono ma il guadagno in caso di multitasking è notevole.

Batteria – Dopo un paio di cicli di carica, durati in media 2 ore e 50 minuti, stacco l’alimentazione e ottengo un ottimo 5.40, che non sono le oltre 8 ore dichiarate, ma che per me sono un piccolo miracolo.

Prezzo – È vero, può sembrare enorme, ma è il top attualmente disponibile sul mercato come componentistica, prestazioni, design, schermo. Le copie Windows con caratteristiche analoghe hanno praticamente lo stesso prezzo, con la differenza, per me, che OSX è il miglior sistema operativo esistente e varrebbe da solo una bella differenza di prezzo.

Conclusioni – È una macchina che vale quello che costa, senza se e senza ma. Poi che voi la usiate per lavori pesanti o per essere blogger super trendy poco importa, ma la qualità è e rimane indiscutibile. Se pensate ad una nuova macchina per usi complessi, leggera, robusta, sempre pronta non esitate, è un acquisto che si ripaga da solo nel tempo.

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