Vorrei andare via da questo paese, l’ho detto tante volte. Magari non sono un cervello, ma la parte “in fuga” della frase “cervelli in fuga” mi attira ogni minuto di più. Combatto ogni giorno con la miopia, l’ottusità, l’ignoranza. Certi giorni è una battaglia impossibile. Certi altri pure.
Presenti un documento e ci vogliono ore solo per fare capire cosa serve ad un impiegato che è stato assente ore, mesi per avere quello che chiedi. Spesso non lo ottieni, devi chiedere per favore quello che è un diritto, devi pagare oltre il 50% di quello che guadagni allo stato, non hai servizi di nessun genere. O magari presenti i documenti per partecipare ad un bando di gara e qualcuno ti informa che nel plico di partecipazione mancavano i documenti. Quelli che tu e il notaio avete inserito, purtroppo si sono smaterializzati. Si sospetta del mago Silvan.
Questo senza considerare la frustrazione per essere (bravi) a fare qualcosa che nel deserto sahariano in cui abito (Catania) è inutile mentre all’estero è apprezzato.
Allora che fai? Pensi ad andare via, e mollare tutto. Guardi i tuoi amici all’estero e vedi come vivono, cosa dà loro lo stato, come li aiuta in mille modi. Io invece devo sentirmi un ministro che decide di darmi 300 euro in tre anni di affitto (e anche cambiando il ministro il risultato è uguale).
Voi che speranze avete per il vostro futuro e per quello dell’Italia? Restare o partire?






