Astroturfing: che cos’è?

C’è quel post che non vi convince, quella pubblicità che non capite come possa essere diventata virale, quel tweet incomprensibile ma pieno di like. Tranquilli, non siete voi a sbagliare, si tratta di Astroturfing: ecco cos’è.

AstroTurf è il nome commerciale di un’erba sintetica installata nel 1966, nell’Astrodome, lo stadio delle città di Houston in Texas, e per traslato indica l’attività con la quale si vuole manipolare l’opinione pubblica su determinati argomenti, mediante falsi consensi (es. recensioni false, mail o lettere di approvazione di un provvedimento impopolare e cosi via).

Il termine si contrappone a grass roots che indica sia le radici (di un prato erboso o figurative), sia (ed è questo il significato principale) la cd. “società civile”, cioè l’insieme degli attivisti, e spesso dell’opinione pubblica, che si battono per un miglioramento della cosa pubblica.

Come si è arrivati a questo uso del termine? Nel 1985 il senatore democratico Lloyd Bentsen, fece una proposta per una riforma in campo assicurativo: a breve giro di posta iniziò a ricevere decine di lettere, all’apparenza di comuni cittadini, che lo pregavano di rivedere la propria decisione. Accortosi che le lettere erano tutte dello stesso tenore, con le stesse esatte parole e indicazioni capì il tentativo di manipolazione e pronunciò la frase “So riconoscere il grass root dall’astroturf”, giocando sul doppio significato in inglese di erba sintetica e naturale. Da lì il termine rimase nell’uso giornalistico prima e popolare poi.

Perché è il male assoluto? Più di un’azienda è stata beccata a mettere in atto tale pratica scorretta, sia all’estero, che in Italia: in tutti i casi in cui è arrivata agli utenti la notizia il rapporto con gli stessi si è incrinato, insieme all’immagine aziendale. Nell’epoca della rete, del real time, e delle offerte alternative le bugie hanno le gambe cortissime e il rapporto con le aziende è mutato diventando paritario; se qualcuno ci mente, di solito tendiamo ad emarginarlo dalla nostra vita, ancor di più con le aziende che paghiamo per avere un servizio o prodotto.

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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