LeWeb 3 – report giorno 1

Scrivo questi post di riassunto della due giorni di Leweb dal lavoro, visto che a Parigi la connesisone internet non esisteva. Di più, a Leweb, possiamo dire che salvo sporadici casi, c’era il Le, ma senza web.


Appena arrivato: l posto è davvero grande, sembra interessante come struttura, forse persino un pò dipersivo.

9.10: hanno perso il mio badge. Davvero ottimo…dopo venti minuti di fila, un caffè e due pain au chocolat mi rifilano un badge sostitutivo..non so perchè mi dicono che ero sulla lista degli speaker. Cominciamo male…

9.20 Si inizia con Microsoft. Interessante una parte della presentazione sui servizi alle startup. Alla domanda “come mai aiutate le startup e regalate molto del vostro software in alcune offerte?” la risposta credo sia da citare negli annali: “semplice, abbiamo scoperto che piu aiutiamo le giovani compagnie, piu i nostri guadagni crescono. Regalare non è il nostro modello di business”

9.30: Google: interessante il momento Q&A: molti chiedono piu feature, nell’ottica “mamma google dacci tutto”, la risposta è “ragazzi, non esagerate, non siamo mica la fata turchina…”. Quanto è importante per avere successo la lingua: abbastanza ma non cosi come si pensa. Per avere successo globalmente bisogna pensare globalmente: skype, flickr hanno successo e lo avrebbero anche se scritti in lingue a voi non comprensibili. Infine un idea: “se dovete investire, fatelo adesso, nessun momento migliore di questo di crisi…”

10: sul palco il mitico Weinberger con un intervento “leadership at the end of the age of information”. Finirà l’informazione? E come cambierà la leadership che su questa spesso si basa? Come tutte le cose ci sarà un evoluzione. Secondo i paramentri attuali: socialità, velocità, pervasività ecc..

Non sarà piu sufficiente un’informazione normale, e molto di voi si saprà anche senza che voi lo vogliate. Esempio Facebook…sa di voi piu di quanto pensiate con le varie apps. Anche il controllo delle informzioni cambia, per quanto possa essere piu pervasivo è anche piu difficile da controllare.  Perde anche il modello di controllo da uno a molti: se sei un leader tradizionale non puoi piu essere “non sociale”. L’informazione passa dalla rete, devi riuscire ad interagire con essa. Si parla di crowdsourcing leadership, cioe leadership condivisa perchè ognuno ha un campo in cui eccelle: la rete li riesce a riunire tutti.  Ma allora, cosa succede quando il crowdsourcing non riesce a risolvere il problema?Emergono i leader come Jimmy Wales..non sempre va bene la cosa.

Interessante il concetto di” leadership is a property of the network”. Ecco il primo caso concereto, cioè Obama: leader tradizionale che comprende le dinamiche della rete, pensate al sito Change.gov, che fa capire come il vento cambi anche nei leader tradizionali. Le conversazioni partono dal basso sempre, ma arrivano in alto filtrate man mano. Si arriva cosi al concetto di reputational democracy, ossia una democrazia basata sulla fiducia e sulla socialità.

Cos’è la leadership oggi allora? Molte cose: mito, tradizione, potere, ego, institutions, ma anche collaborazione, cambio generazionale. La leadership tradizionale è finita, bisogna capire il cambiamento.

Dopo questo bell’intervento devo dire che sono sceso a vedere i tech garage: se da un lato il profilo è piu “low” dall’altro mi sento piu interessato. Il web concreto, i nuovi strumenti, le idee da officina del web sono quello che mastico ogni giorno e che nel mio lavoro può fare la differenza.

Mi sciroppo così tutti quelli di google che devo dire molto ben fatti: analitycs cosi in profondità, e youtube cosi in dettaglio non li avevo mai visti. Se a questo aggiungete che ho trovato molti spunti per l’utilizzo delle maps devo dichiarare il mio interesse totale per questo lato della conferenza.

Considerazioni generali: a parte una assenza di connessione pressochè assoluta con la rete che andava in wifi solo a volte e su cavo MAI, su un catering inesistente riguardo le quantità (e chi paga 1500 euro credo ne abbia diritto), e un freddo artico (da -1 a +3 circa) anche DENTRO il palazzo, questo LeWeb lo definirei a macchia di leopardo. Si, perchè se sono annegato in discorsi sui “massimi sistemi & sesso degli angeli”, ho anche potuto trovare diversi spunti interessanti qui e li. E anche se alcune cose erano in francese, il chè è ridicolo per una conferenza internazionale, abbastanza erano in inglese. Certo l’aria di crisi si vedeva, e tanto. Ma almeno il networking è stato buono: con quel freddo e senza internet che altro dovevamo fare?

Meno male che almeno la festa di Myspace era carina.

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