Valeria Bocca: considerazione sui blog di casa nostra

Mentre stamattina controllavo un sito, ho visto la pubblicità adsense del blog di Valeria Bocca, che non conoscevo prima di oggi. Recitava più o meno così: “Imperdibile diario di una ragazza quasi normale”. C’era abbastanza per scatenare la mia pruderie digitale, cosi clicco e vado a vedere.

Ora, lei sarà una gran professionista, brava, bella e buona. Ma questa moda di avere il blog per dire (leggete con la voce di Lucignolo/Italia 1) “ehi, io ho il blog, io sono in piena era internet! Ehi, io commento, io parlo, ehi…c’è la rete” mi pare che non faccia per una grande maggioranza di italiani. Lei inclusa.

Mi chiedo infatti, che senso ha continuare a sponsorizzare un blog fermo da mesi? Che senso ha tenere aperta una vetrina dove i commenti non servono a dialogare? Non è più proficuo avere un sito classico che  parli di te? Pensate forse che il blog, di per se, fa più visite?

Niente di personale, ma consiglio a tutti quelli che pensano al blog, di capirne le dinamiche, prima di aprirlo, a volte fa più male che bene.

9 commenti

  1. Adduso   •  

    Roberto ha scritto: “Non è più proficuo avere un sito classico che parli di te?”

    Qualche anno addietro ho pensato la stessa cosa. Ma … mi piace pure scrivere su altri blog o siti.

  2. Roberto Chibbaro   •  

    Attenzione specifico..io sono per l’interattività, ma la riserverei a chi la sfrutta. Averla, tanto per averla mi pare inutile…

  3. Adduso   •  

    Comunque la rete rimane un luogo dove, stranamente, il nostro cervello, ed ognuno a modo suo, sembra ritrovare se stesso. Forse un giorno la scienza riuscirà fisiologicamente a spiegare meglio questo fenomeno. Ma per allora, forse, avrà anche scoperto scientificamente chi siamo e da dove veniamo. Ciao

  4. Paolo Carrasi   •  

    si ma troppi sms, troppe mail e spesso non si trova più il tempo e la voglia per parlare.
    Capisco che sapere scrivere, anche velocemente è bello e utile…ma troppi forse, hanno dimenticato che “parlare dal vivo” trasmette anche emozioni che su un messaggio di posta o altro , blog e simili compresi, non si posssono trasmettere.

  5. Adduso   •  

    In un certo senso comunque è condivisibile ciò che dici, soprattutto sul parlare dal vivo. Ma ricordo che quando si diffusero le macchine da scrivere elettriche, molti erano a rimpiangere la penna e il calamaio. Poi quando uscirono i primi cellulari, rammento che nel 1982 un prelato lanciò addirittura una pseudo scomunica. E così via. Tra qualche anno, quando parleremo con i chip sotto pelle, m’immagino lo sconcerto. Tuttavia non avendo le conoscenze psichiatriche necessarie, non saprei dire se tutto questo è, e sarà meglio.

  6. carlin   •  

    Una laurea, la giacca, la cravatta. Un mondo che non mi apparteneva.

    Poi mentre vagavo per il deserto dell’imprenditoria locale, ho visto la luce dei nuovi media. I sacrifici (grandi), le gioie (piccole). Le idee, gli amici, la rete.

    Adesso faccio il lavoro più bello del mondo e il sistema non mi avrà mai: lavoro nella città in cui sono nato, guardo il mare con un Mac davanti a me, e posso avere le idee più brillanti mentre mangio una granita con il mio staff.

    Mi occupo di editoria internet, nuovi media, sviluppo di progetti internet, e gestione delle community on line. Immagini qualcosa di più bello?

    COMPLIMENTI!

  7. Roberto Chibbaro   •  

    Grazie 🙂

  8. Paolo Carrasi   •  

    Prego Roby…
    Allora Adduso certo che non mi sognerei mai di buttare il mio ipod, l’MP3,le 3 pen drive, palmare, notebook, Workstation, PC,macchina fotografica digitale, pixel, bit, byte , e kilogrammi, dimenticavo pure lo e stereo 7.1 surround e plasma HD Full, e blu rail…… fanno parte della nostra generazione (30enni) e nessuno li può togliere…. Pero vorrei ricordare anche a Carlin che come ogni cosa bisogna torvare un punto di equilibrio.. Se quando prendi la granita con il tuo staff, credo a catania, mentre guardi la nera scogliere e immagini che il deserto di imprenditori locali a cui ti rivolgi finisce li dove poi comincia il deserto vero, allora si sono contento che come me anche tu hai scelto di usare la cravatta per attaccare le cipolle in cantina.. e rimanere qui in questo sud deserto di idee ma pieno di speranze. Stai attento che se mangi la granita troppo velocemente rischi di freddarti quindi il mio consiglio e digitale si, ma non dimentichiamo come si fa una divisione manualmente senza la calcolatrice……
    Grazie

  9. Maria Assunta Addolorata   •  

    Ciaoatutti,
    anche io volevo indossare la giacca e cravatta dopo la laurea, ma credetemi fa troppo caldo e quindi preferisco continuare a girare in canotta!

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