Un cantiere cambia ogni giorno. Se lo si riprende senza un piano, alla fine si avranno molte belle immagini, ma pochi confronti realmente utili. Se invece si mantengono rotte, punti di interesse e inquadrature coerenti, il drone può costruire una vera memoria visiva, tecnica e commerciale del progetto.
Quando realizzo riprese con il drone per uno dei miei clienti non cerco soltanto panoramiche spettacolari. Devo fare in modo che, osservando le immagini dopo una settimana, un mese o un anno, sia possibile capire che cosa è cambiato, quali lavorazioni sono state completate e come si è trasformata l’intera area.
In questo articolo spiego il metodo che utilizzo per:
- pianificare le riprese nel tempo;
- ripetere rotte e inquadrature con waypoint e POI;
- passare dalla visione generale ai dettagli;
- organizzare materiali realmente utili per report, archivi e comunicazione.
La domanda da cui parto non è quindi “quali riprese possiamo fare?”, ma:
Che cosa dovranno permetterci di capire queste immagini?
La risposta condiziona frequenza dei voli, punti di vista, focali, eventuali riprese da terra e modalità di consegna.
Prima di volare bisogna definire l’obiettivo
Le immagini di un cantiere possono servire per documentare l’avanzamento, effettuare un controllo visivo oppure raccontare il progetto. Sono sempre esigenze differenti, anche quando vengono soddisfatte durante lo stesso intervento.
Documentare l’avanzamento
In questo caso è necessario costruire una cronologia visiva. Le immagini vengono realizzate in momenti prestabiliti e devono permettere il confronto tra fasi differenti.
È quindi necessario definire:
- aree da seguire;
- lavorazioni principali;
- frequenza delle riprese;
- inquadrature da ripetere;
- organizzazione dell’archivio;
- materiali da consegnare dopo ogni intervento.
Una panoramica generale mostra l’estensione dell’area, ma spesso non basta. Può essere necessario ad esempio seguire separatamente un edificio, il dettaglio di una copertura, una strada interna, un impianto speciale o la sistemazione degli spazi esterni.
Effettuare un controllo visivo
Il drone permette di osservare coperture, facciate, strutture sopraelevate e zone difficilmente raggiungibili.
In questo caso lo scopo è quello di produrre fotografie e video dettagliati che aiutino il cliente o il tecnico incaricato a individuare elementi da approfondire. Bisogna però distinguere la documentazione visiva da una diagnosi tecnica certificata.
Una fotografia può mostrare un danneggiamento o un particolare costruttivo, ma non sostituisce automaticamente un rilievo, una misurazione, un’analisi termografica o la valutazione di un professionista abilitato.
In questo lo scopo è produrre immagini chiare e sufficientemente dettagliate; l’interpretazione tecnica spetta poi a chi possiede le competenze necessarie.
Raccontare il progetto
Un cantiere può anche essere raccontato a committenti, investitori, istituzioni o pubblico. In questo caso alle immagini descrittive aggiungo riprese più dinamiche, dettagli, movimenti di camera e, quando serve, fotografie e video da terra.
Lo stesso intervento può così generare:
- fotografie per report e presentazioni;
- video originali per l’archivio;
- contenuti per sito e social;
- confronti prima e dopo;
- sequenze destinate a un video aziendale;
- un montaggio conclusivo del progetto.
Una ripresa pensata per essere spettacolare non è necessariamente quella più utile per documentare una lavorazione. Per questo le diverse finalità devono essere chiarite prima del volo.
Quando effettuare le riprese
Non è necessario sorvolare il cantiere ogni settimana. In molti progetti è più utile programmare gli interventi in corrispondenza delle fasi che producono un cambiamento significativo:
- preparazione dell’area;
- fondazioni;
- sviluppo delle strutture;
- coperture e facciate;
- installazione degli impianti;
- sistemazione degli spazi esterni;
- completamento dell’opera.
In questo caso cerco di sapere in anticipo chi utilizzerà i materiali.
Un responsabile tecnico può avere bisogno di fotografie chiare e ordinate. L’ufficio marketing potrebbe richiedere una selezione già ottimizzata. Una produzione esterna potrebbe preferire i file originali, con risoluzione e profilo colore concordati.
Sono informazioni che influenzano il modo in cui organizzo le riprese, non soltanto la consegna finale.
Ripetere le inquadrature con waypoint e POI
Per mostrare invece il passare del tempo servono punti di vista riconoscibili.
Se a ogni visita riprendessi il cantiere da posizioni completamente diverse, avrei molte immagini interessanti ma pochi confronti leggibili. Per questo come metodo di lavoro in questi casi costruisco una rotta basata su waypoint, cioè punti di passaggio memorizzati che definiscono il percorso del drone.
Ai waypoint possono essere associati uno o più POI, i punti di interesse verso i quali deve rimanere orientata la camera.
La distinzione è semplice:
- i waypoint stabiliscono dove passa il drone;
- il POI stabilisce che cosa deve guardare.
Se voglio documentare la crescita di un edificio, posso impostarlo come punto di interesse e costruire una traiettoria che lo osservi da diverse angolazioni. Ripetendo la missione nelle visite successive ottengo sequenze più coerenti, nelle quali il soggetto rimane riconoscibile mentre tutto intorno cambia.
Questa tecnica è utile per:
- confronti prima e dopo;
- aggiornamenti periodici;
- montaggi che mostrano l’evoluzione dei lavori;
- documentazione delle singole fasi;
- riprese circolari mantenendo il soggetto al centro.
Ovviamente due voli non saranno necessariamente identici al millimetro. Precisione GPS, vento, luce, ostacoli temporanei e trasformazioni del cantiere possono introdurre differenze.
Per aumentare la coerenza verrà quindi mantenuta anche la stessa focale, un’inclinazione identica del gimbal e, quando possibile, condizioni di luce confrontabili. La tecnologia aiuta, ma deve essere accompagnata da un metodo.
Dalla panoramica al dettaglio con il Mavic 4 Pro
Un errore frequente consiste nel pensare che il drone debba mostrare sempre tutto.
La panoramica descrive molto bene il contesto. Quando bisogna osservare una lavorazione specifica, però, il soggetto può diventare troppo piccolo. Il Mavic 4 Pro che utilizzo dispone di tre camere con focali equivalenti da 28, 70 e 168 mm. Questo mi permette di passare dalla visione generale al dettaglio senza limitarmi a ingrandire digitalmente la stessa immagine.
Il 28 mm per il contesto
Utilizzo la camera principale soprattutto per:
- panoramiche generali;
- viste d’insieme;
- rapporto tra il cantiere e il territorio;
- traiettorie nelle quali deve rimanere visibile gran parte dell’area.
È il punto di vista con il quale normalmente presento il progetto e ne mostro la dimensione complessiva.
Il 70 mm per isolare una zona
La camera medio-tele permette di stringere l’inquadratura mantenendo ancora leggibile il contesto.
È utile per osservare:
- un singolo edificio;
- mezzi e operatori;
- una porzione di facciata;
- coperture;
- specifiche aree di lavorazione.
La diversa prospettiva rende inoltre più evidenti i rapporti tra elementi collocati su piani differenti.
Il 168 mm per i particolari
Il teleobiettivo consente di avvicinarmi visivamente a un dettaglio senza ridurre tutto a una panoramica nella quale l’elemento interessante occupa pochi pixel.
Posso utilizzarlo per documentare una porzione di copertura, un elemento della facciata o una lavorazione circoscritta.
Non considero lo zoom un sostituto della corretta pianificazione. Distanza, posizione del drone, stabilità dell’aria e condizioni di luce incidono comunque sul risultato. Il vantaggio è poter scegliere il punto di vista più adatto e produrre immagini nelle quali il dettaglio sia realmente leggibile.
Durante uno stesso intervento posso quindi costruire una sequenza completa:
- panoramica generale con il 28 mm;
- ripresa di una specifica area con il 70 mm;
- dettaglio mirato con il 168 mm;
- ritorno alla visione complessiva.
È un linguaggio visivo molto più completo rispetto a una successione di sole panoramiche.
Fotografie, video e archiviazione
La consegna dovrebbe dipendere dall’utilizzo reale, non soltanto dalla risoluzione della camera.
Per report e aggiornamenti periodici posso preparare una selezione di fotografie ottimizzate e organizzate per data, area o fase di lavorazione.
Quando il cliente o una produzione deve occuparsi del montaggio, posso consegnare le sequenze originali nei formati concordati. Un video periodico o conclusivo può invece integrare immagini aeree, riprese da terra, date, titoli e informazioni sulle varie fasi.
Il montaggio non serve soltanto a rendere il video più gradevole: serve a ordinare le immagini e rendere comprensibile l’evoluzione del lavoro.
Quando ho mantenuto traiettorie e punti di vista coerenti, posso inoltre realizzare confronti prima/dopo o montare in successione voli effettuati a distanza di settimane o mesi.
È in questi passaggi che si vede il valore della pianificazione iniziale.
Perché integro le riprese da terra
Il drone descrive molto bene la scala del cantiere, ma non sempre riesce a mostrare come viene eseguita una lavorazione.
Quando il progetto lo richiede, integro fotografie e video da terra:
- il drone mostra il contesto;
- le riprese ravvicinate mostrano materiali e lavorazioni;
- i dettagli rendono visibili strumenti e procedure;
- le persone restituiscono la dimensione umana del progetto.
Un cantiere non è fatto soltanto di strutture e macchinari. È fatto anche di competenze, decisioni e lavoro quotidiano.
Fattibilità e coordinamento vengono prima del volo
Essere in grado di raggiungere un cantiere non significa automaticamente poter volare.
Prima di ogni intervento verifico:
- posizione esatta;
- zone geografiche UAS;
- limiti di quota;
- eventuali restrizioni;
- presenza di persone non coinvolte;
- strade e aree circostanti;
- ostacoli;
- condizioni meteorologiche;
- categoria operativa applicabile.
ENAC richiede che la zona interessata venga controllata attraverso le mappe D-Flight e che siano rispettate le prescrizioni applicabili. Alcune aree possono imporre limiti, divieti o procedure specifiche.
Mi coordino inoltre con il responsabile del cantiere per conoscere accessi, aree interdette, presenza di operai e mezzi, lavorazioni contemporanee e procedure interne di sicurezza.
Un cantiere cambia continuamente. Una rotta utilizzata il mese precedente potrebbe attraversare uno spazio nel quale, nel frattempo, è stata installata una gru o costruita una nuova struttura. Anche quando utilizzo waypoint e POI, verifico sempre che il percorso sia ancora sicuro.
Alcuni esempi concreti
Ma come si traducono in concreto le indicazioni che ho spiegato prima? Ecco alcuni esempi concreti con clienti per i quali ho creato lavori video.
Per Alba Costruzioni ho integrato riprese aeree in 4K e fotografie da terra per documentare l’avanzamento di un cantiere e produrre materiali destinati a report, comunicazione e presentazioni.
Nel lavoro realizzato per SICEP ho ripreso sede, cantieri e opere completate. Il drone è servito non soltanto a mostrare le dimensioni delle strutture, ma anche a trasformare attività tecniche e industriali in immagini comprensibili.
Per il lancio della nuova sede di Bencivenni Auto, riprese con drone, fotografie, video da terra e timelapse hanno documentato la trasformazione dell’area fino alla presentazione della struttura completata.
Sono lavori differenti, ma condividono lo stesso principio: il drone produce valore quando le immagini vengono costruite intorno a un obiettivo.
Le informazioni utili per iniziare
Per effettuare una prima valutazione chiedo generalmente:
- indirizzo esatto;
- descrizione delle lavorazioni;
- durata prevista;
- fasi da documentare;
- frequenza desiderata;
- destinazione delle immagini;
- necessità di riprese da terra;
- formati di consegna;
- scadenze;
- referente presente sul posto.
Il cliente non deve avere già tutte le risposte. Una parte del mio lavoro consiste proprio nel trasformare un’esigenza generale in un piano di ripresa concreto.
In conclusione
Le riprese con drone possono costruire una memoria visiva precisa e condivisibile dell’evoluzione di un cantiere.
Per riuscirci non basta sorvolare periodicamente l’area. Bisogna conoscere il progetto, individuare le fasi importanti, scegliere le focali adatte, mantenere alcune inquadrature coerenti e organizzare i materiali pensando a chi dovrà utilizzarli.
Waypoint e POI permettono di ripetere traiettorie e punti di vista. Le diverse camere del drone permettono di passare dalla panoramica al dettaglio. Le riprese da terra completano ciò che dall’alto non può essere raccontato.
La tecnologia offre possibilità straordinarie, ma ciò che rende veramente utile la documentazione è il metodo: sapere che cosa riprendere, quando farlo e perché.
Nella pagina dedicata ai servizi di riprese con drone per aziende e cantieri spiego anche come organizzo la valutazione preliminare, le riprese e la consegna dei materiali.
Se sei interessato puoi contattarmi li.
