Mentre oggi leggevo la mia intervista rilasciata a Guido Arata per working Capital, ho avuto il piacere di scoprire un post dell’amico Stefano Vitta con il quale polemizzo subito e per direttissima: confermo e sottoscrivo il “purtroppo siamo in Italia”. In sostanza Stefano dice: “inutile lamentarsi, meglio rimboccarsi le maniche”; che potrebbe essere è pure un ottimo consiglio, ma anche con tutta la buona volontà del mondo non può che scontrarsi con la realtà italiana, che non si cancella con la sola forza di volontà.

Ma parliamo di fatti concreti per provare a sostenere una tesi piuttosto che un’altra:

– In Italia se crei una startup e fallisci sarai sempre quello marchiato dal fallimento. All’estero, specie nell’ambiente hi tech viene vista come esperienza che hai fatto e come capacità di non sbagliare nuovamente.

– In Italia il livello burocratico per creare una piccola azienda è mostruoso. Io ho passato mediamente 5 mattine di ogni mese lavorativo ad occuparmi solo di contabilità, tasse, bilanci, adempimenti di questo o quell’ente, compilazione moduli, invio raccomandate, ecc.

– In Italia non c’è ecosistema. Ci stiamo provando a costruirlo, ma la strada è ancora lunga. Cosa significa con un esempio? Che in Italia Twitter sarebbe stato bocciato e Facebook sarebbe rimasto al palo. Nel primo caso è un problema di falsi positivi, nel secondo di egemonia culturale.

– In Italia c’è un problema geografico: tutte le risorse sono concentrate al nord e a Roma. Sotto è il deserto, e se provi a fare qualcosa puoi anche farcela, ma sei sempre su un aereo e alla fine tutti ti dicono che è meglio se ti trasferisci. Per dire, negli USA ci sono tutta la Silicon Valley, Boulder, il polo di Austin, New York, il polo di Redmond, il polo di New Orleans (ormai spostatosi in gran parte a Miami).

Concludendo: io sono rimasto in Italia, e per giunta al sud e provo a fare impresa da qui, ma dire che le condizioni sono avverse è assolutamente legittimo. Mi pare che fare come il pastore spartano che si è avvolto il lupo sotto il mantello non sia una strategia efficace, il lupo va lanciato nella polvere e combattuto apertamente.