O mia bella Napoli…

Scusate se rubo il titolo ad una famosa canzone, ma con orgoglio vi annuncio la nuova tappa dell’Unimagazine Revolution Tour: Napoli.

Saremo infatti ospiti dell’aula magna dell’ateneo Orientale (palazzo Casamassima) , il 20 Aprile alle ore 15.30 per parlare di democrazia digitale, internet, studenti, universit? e del ruolo che Unimagazine ha in questo processo. Ovviamente non ci saranno conferenze, ma solo discussioni, in una presentazione che far? dell’interattivit? con il pubblico la sua guida.

Vi aspetto, qualcuno si prenota per un caff??

Libri

Chi mi conosce sa che sono un lettore onnivoro e in permanente crisi d’astinenza da libri. Io DEVO avere un libro da leggere, se no non prendo sonno, mi annoio in autobus/treno/auto, non mi rilasso.

Ho pensato di segnalarvi alcuni titoli che ho letto di recente:

E. Ottolenghi – Autodaf? : una sconcertante e tristemente vera storia dell’antisemitismo in Europa. Il problema principale non ? solo che ? vera, ma che si parla di OGGI. Da leggere per chiunque sia appassionato di politica internazionale e voglia capire i recenti sviluppi del medio-oriente.

R. Oetler – Teoria del (quasi) tutto : adoro i libri scientifici. Questo ? un breve ripasso tecnico della fisica moderna e delle teorie pi? accreditate. Bello, scorrevole, consigliabile: fa riflettere persino sull’esistenza di Dio.

Z. Zeta – Voice Center : libro di un collettivo di scrittura amico. 11 Storie di ordinaria call center follia. 11 curriculum che vivono e sembra che conosciate da sempre. Io sar? di parte ma il libro ? davvero bello, scorrevole, e fa sorridere mentre costringe a riflettere.

Rtx dual phone 3088: grazie Skype – TEST fase 1

Grazie a Skype Italia ho da poco ricevuto un bel telefono VoIp: l’RTX 3088 dual phone. Dopo il set fotografico di rigore, apro la scatola e tiro fuori il tutto. Sono di solito, tranne casi rarissimi, allergico alle istruzioni in un primo momento, per cui di solito tiro fuori tutto e monto.

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Anche questa volta ? stato cosi e devo dire che mai ? stato cosi semplice: installi, colleghi, registri la base e metti username e password. Facile, veloce, istantaneo.

Il telefono di discreta fattura ha un buon display, ed ? uno skype in piccolo: tutto ci? che trovate su pc lo trovate anche sul display del telefono, dai contatti al modo di funzionamento, dal credito alla grafica. Semplice da usare. i comandi sono a portata di mano, effettuo subito una prova: ottimo audio, ma ho chiamato a soli 130 km di distanza. Mi riprometto di fare di meglio: Giappone e Australia saranno il mio test definitivo in un altro post.

Breve prova telefonata al cellulare di un amico: audio discreto, tariffe italiane standard. Devo dire che inizio a prenderci gusto, credo che la mia bolletta molto presto avr? un bel taglio ora che posso bypassare il pc. Vabb?, ho capito, il prossimo passo sar? uno wi-fi se con questo mi trovo bene.

Adesso ? il momento di prendere le istruzioni: non dicono nulla che gi? non sappia, tranne scoprire cosa siano quelle buffe prese che non conosco. Scopriro dopo che sono il modo di intendere il telefono in danimarca e germania.

Per ora godetevi il photo call : http://www.flickr.com/photos/beltipo/sets/72157600028744088/

Il resto in un prossimo post dopo un bel test.

Does Participatory Culture Lead to Participatory Democracy?

E’ questo l’argomento interessante di una conferenza al Berkman Center di Harward (potete seguirla su Second Life, in web cast, merita), che mi d? lo spunto per riprendere un concetto a me molto caro e fare una summa degli interventi fin qui sviluppati.

La domanda ? : se io utente internet sono coinvolto in una cultura partecipatoria (voto qui, li, carico foto su Flickr, aiuto wikipedia, parlo attraverso il mio blog, faccio e condivido video su YouTube, ecc), ossia faccio lo sharing dei miei pensieri perche voglio che gli altri ascoltino, far? questo anche nei confronti delle istituzioni e della cultura? Ossia sar? pi? attivo e partecipativo alla vit? sociale del mio paese? E sopratutto, pu? questo atteggiamento in rete essere il volano di un nuovo comportamento OFF LINE? Quale sar? il punto di contatto, solo l’apertura mentale dei singoli?

Personalmente sono scettico al momento sulla situazione italiana: c’? una pattuglia avanzata (generalmente quasi tutti blogger), qualcuno che sta alla finestra a guardare e un attegiamento di disinteresse nella massa. A tal proposito ricordo questo post di qualche giorno fa QUI

Link:
la conferenza in webcast http://cyber.law.harvard.edu/home/webcast

Born in the USA

Ricevo la settimana scorsa una mail da un amico di S. Francisco, che mi invita a sviluppare alcune riflessioni con lui e la sua mailing list sull’informazione universitaria. Ocasione unica, mi ci tuffo e scopro come sempre che siamo indietro anni nella nostra visione.

Ogni università ha una sede (addirittura PIU sedi) per gli studenti che vogliano creare un quotidiano universitario. Non solo web, ma su CARTA (e sapete quanto costi farlo). Non parliamo di una stanzetta, parliamo di un edificio costruito AD HOC in alcuni casi.

Ogni università ti aiuta finanziariamente, amministrativamente, e non ti chiede niente in cambio, anzi è fatto esplicito divieto nell’early stage di partecipazione dei docenti. Ogni facoltà ha poi, e qui prego rullino tamburi, trombe e orchestre tutte, un MERCATO PUBBLICITARIO LOCALE che crede e sostiene queste iniziative. Siccome l’americano NON è noto per fare beneficienza negli affari, lo f? perch? HA UN RISCONTRO effettivo. Ovviamente i contatti quando non li trovi tu, ti aiuta la facolt? a trovarli. Prende un giustissimo 20% di intermediazione che investe per creare nuove opportunit?.

Voi immaginate la fotocopisteria “Da CiccioCiaccio” che decida di investire sul web, o l’universita di Pipperle Inferiore che fa una cosa del genere? Mi consola sapere che Unimagazine e altri portali che ho fatto vedere oltreoceano siano stati definiti “cool” (l’equivalente di figo, l’americano si sà e informale).

Italia.it, Ecomostro da abbattere

Non volevo prendere parte al tiro al piccione di questi giorni, ma mi ci hanno tirato per i capelli. Come pu? costare 50 milioni di euro un sito? Come pu? un sito essere cosi scadente? Per 50 milioni di euro deve almeno venire uno a casa mia e fare le faccende di casa mentre mi parla del sito. Non accetto niente di meno.

50 milioni…e di lato c’? la scritta: “scarica tecnologia assistiva”.

Lancio un iniziativa: oggi in ufficio osserveremo un minuto di silenzio, fai altrettanto e raccontalo nel tuo blog.

Ordinaria Follia, ci mancava

Incredibile ma vero: siamo assediati dai pazzi. Non uno, due, cinque, ma decine. C’è persino il canale dedicato sul blog per dire…

Ore 13.45 arriva una telefonata di lavoro molto importante, il celulare si sente male, mi sposto vicino alla finestra. Mentre interloquisco un tale si sbraccia al mio indirizzo dalla strada. Chiudo la telefonata un pò di fretta, mi affaccio e chiedo cosa succede. Risposta: “non si parla vicino alla finestra, non lo sa? A noi dei fatti suoi non interessa”. C’era una sola risposta. Non quella, una sola risposta educata intendo.

“Scusi, non ho spiccioli, passi dopo”.