<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Roberto Chibbaro &#187; Media</title>
	<atom:link href="http://www.robertochibbaro.it/category/new-media/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.robertochibbaro.it</link>
	<description>Rete, reti e start up</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 13:57:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Genitori, figli, internet: protocolli, controlli e come evitarli</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2010/08/30/genitori-figli-internet-protocolli-controlli-evitare/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2010/08/30/genitori-figli-internet-protocolli-controlli-evitare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertochibbaro.it/?p=1439</guid>
		<description><![CDATA[Si chiama Steganografia, ed è l&#8217;arte di nascondere in pubblico informazioni segrete. Usata per secoli adesso vive una nuova giovinezza grazie all&#8217;uso che ne fanno gli adolescenti in rete, per nascondersi da genitori, insegnanti, e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama Steganografia, ed è l&#8217;arte di nascondere in pubblico informazioni segrete. Usata per secoli adesso vive una nuova giovinezza grazie all&#8217;uso che ne fanno gli adolescenti in rete, per nascondersi da genitori, insegnanti, e adulti.<span id="more-1439"></span>C&#8217;è un substrato culturale comune che lega tutti i membri di una determinata fascia d&#8217;eta o gruppo. Può essere il lessico famigliare per citare la Ginzbourg, il gergo dei gruppi di amici, o semplicemente un&#8217;informazione che la maggior parte degli adulti interpreta in maniera errata. Per fare un esempio, alcuni giorni fa ho usato con una persona over 70 l&#8217;espressione &#8220;quest&#8217;oggetto è un flash&#8221;; mentre tra i ragazzi è comune, e tutti ne conoscono il significato, il mio interlocutore mi ha guardato non capendo a cosa mi riferissi.</p>
<p>Sfruttando quindi queste differenze culturali, è <a href="http://dmlcentral.net/blog/danah-boyd/social-steganography-learning-hide-plain-sight" target="_blank">emerso da una recente ricerca</a> che moltissimi adolescenti o giovani in genere eludono il possibile controllo degli adulti che in certuni casi non possono che avere nella propria rete sociale. Come citato nell&#8217;articolo di Danah Boyd la stessa canzone ha significati opposti per gruppi culturali diversi: mentre un genitore che ne legge le parole pensa che la figlia sia felice, un amico stretto capisce lo stato d&#8217;animo tutt&#8217;altro che allegro.</p>
<p>Perchè succede? Oltre al normale senso di riservatezza, molto più marcato nei confronti degli adulti, c&#8217;è da considerare che il modello personale di gestione delle informazioni è cambiato nel corso degli ultimi anni. Se prima la classica &#8220;banca dei segreti&#8221; erano gli amici, o il diario, nell&#8217;età di Facebook le informazioni vanno condivise per evitare di essere tagliati fuori dal gruppo sociale e perchè ormai gli adolescenti lo considerano normale e parte della propria vita. Quindi le stesse informazioni sono molto più esposte: lungi dall&#8217;evitare di diffonderle preferiscono strutturarle in un modo che arrivi solo ad alcuni destinatari.</p>
<p>Non hanno sempre successo, e anzi spesso capita che ci sia un fraintendimento del messagio da parte degli adulti. Ma di una cosa potete stare certi: è solo l&#8217;inizio della tendenza, che si evolverà sempre in maniera proporzionale all&#8217;esposizione dei propri dati in rete.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2010/08/30/genitori-figli-internet-protocolli-controlli-evitare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rai per una notte: ecco il dietro le quinte</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2010/05/18/rai-per-una-notte-ecco-il-dietro-le-quinte/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2010/05/18/rai-per-una-notte-ecco-il-dietro-le-quinte/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 21:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[mosaico]]></category>
		<category><![CDATA[produzioni]]></category>
		<category><![CDATA[raiperunanotte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertochibbaro.it/?p=1254</guid>
		<description><![CDATA[Mi ero sempre chiesto quanto sforzo fosse necessario per portare il mainstream video in rete. Me lo sono chiesto con più forza dopo aver visto &#8220;Rai per Una Notte&#8221;: so cosa ci vuole per i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ero sempre chiesto quanto sforzo fosse necessario per portare il mainstream video in rete. Me lo sono chiesto con più forza dopo aver visto &#8220;Rai per Una Notte&#8221;: so cosa ci vuole per i contenuti editoriali, per quello che va messo dentro la trasmissione. Ma come fai a portare tutti i tuoi sforzi a centinaia di migliaia di utenti contemporaneamente e in modo assolutamente perfetto come sulla tv?</p>
<p>Ho provato a chiederlo a Matteo Forte, classe 1981 responsabile di <a href="http://www.mosaicoproduzioni.com" target="_blank">Mosaico Produzioni</a>, da lui fondata nel 2005. Con il suo team ha creato una diretta come quella di Raiperunanotte con oltre 125.000 accessi contemporanei sincroni. Probabilmente l&#8217;evento web con più ascolti di sempre.<span id="more-1254"></span></p>
<p><strong>Matteo, la Tv, quella da &#8220;milioni&#8221; di telespettatori approda sul web, che genere di sfida comporta dal punto di vista tecnico?</strong></p>
<p><em>&#8220;Una vera e propria rivoluzione. Se da un punto di vista economico ci possiamo dimenticare il concetto di Internet=low cost, da un punto di vista tecnico ci scontriamo con la mancanza di una vera banda larga sul territorio italiano. Contenere milioni di accessi è una sfida che si combatte su due fronti importantissimi: la banda nazionale ed internazionale, e le tecnologie in grado di supportora uno streaming adattivo.  Colgo l&#8217;occasione per segnalare che Mosaico è stata la prima società di produzione in Italia a distribuire un segnale in tecnologia HD Smooth Streaming (Microsoft Corp.) in occasione di un evento di lancio. Tale tecnologia renderà fruibili contenuti audiovisivi in alta definizione anche in condizioni di difficoltà relative ai supporti quali scarsità di banda, pc poco potenti, smart phone.</em></p>
<p><strong>Puoi raccontarci come avete fisicamente prodotto lo stream e su che mezzi avete contato? Il nostro è un blog di tecnici curiosi&#8230;</strong></p>
<p><em>Lo stream viene prodotto sfruttando la tecnologia Microsoft Expression 3.0. Un piccolo consiglio: una regia digitale, possibilmente HD, è la vera soluzione per una buona risoluzione audio/video!</em></p>
<p><strong>Da dove è partita l&#8217;idea dei nuovi media per un progetto simile?</strong></p>
<p><em>E&#8217; partita da un duro lavoro di anni sulle potenzialità della rete, scaturite e concretizzate poi nell&#8217;occasione di realizzare un grande evento dalla portata storica per ciò che concerne i media.</em></p>
<p><strong> E&#8217; stato un evento one shot, o possiamo sperare che nasca qualcosa di stutturato e organico che non sia la solita iptv non proprio riuscitissima&#8230;?</strong></p>
<p><em>Purtroppo non ho queste informazioni, mi dispiace.</em></p>
<p><strong>Beh, almeno dacci una previsione: che futuro ha la diretta sul web? Tutti con uno zaino umts in spalla a trasmettere o solo i corporate potranno accedere ad un vero mercato?</strong></p>
<p><em>Dopo tanti anni di esperienza penso che non vi sarà spazio per piccole realtà. Potranno sempre esistere buoni prodotti editoriali user generated, ma non potranno mai garantire la diffusione e la qualità tipica dei grandi eventi e delle grandi produzioni. I costi e le infrastrutture necessarie per la realizzazione di un prodotto di qualità che sia distribuibile saranno sempre il vero limite alla diffusione orizzontale dell&#8217;autorialità web-televisiva.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2010/05/18/rai-per-una-notte-ecco-il-dietro-le-quinte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Media Universitari &#8211; Il video</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2010/05/05/media-universitari-video/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2010/05/05/media-universitari-video/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 22:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertochibbaro.it/?p=1214</guid>
		<description><![CDATA[Per chi se lo fosse perso ecco il panel sui media universitari del festival del giornalismo di Perugia, che mi ha visto nell&#8217;inedito ruolo di moderatore (si, io che di solito sono il rivoluzionario&#8230;)


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi se lo fosse perso ecco il panel sui media universitari del festival del giornalismo di Perugia, che mi ha visto nell&#8217;inedito ruolo di moderatore (si, io che di solito sono il rivoluzionario&#8230;)</p>
<p><span id="more-1214"></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="flashvars" value="config=http://ijf10.ilcannocchiale.tv/ijf10config.xml&amp;file=http://ijf10.ilcannocchiale.tv/xml/video/2132" /><param name="src" value="http://ijf10.ilcannocchiale.tv//js/mediaplayer.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" src="http://ijf10.ilcannocchiale.tv//js/mediaplayer.swf" flashvars="config=http://ijf10.ilcannocchiale.tv/ijf10config.xml&amp;file=http://ijf10.ilcannocchiale.tv/xml/video/2132" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2010/05/05/media-universitari-video/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OnLine Media Legal Network &#8211; Difendere i nuovi media on line</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2009/11/25/online-media-legal-network/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2009/11/25/online-media-legal-network/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 20:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertochibbaro.it/?p=838</guid>
		<description><![CDATA[Si è parlato moltissimo del problema della libertà di stampa in Italia, a volte a proposito, molte altre specie se riferite alla rete a sproposito. Senza volere entrare nel merito delle (molte) castronerie italiane e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è parlato moltissimo del problema della libertà di stampa in Italia, a volte a proposito, molte altre specie se riferite alla rete a sproposito. Senza volere entrare nel merito delle (molte) castronerie italiane e tralasciando anche le (poche) opinoni intelligenti in rete, oggi vi presento un&#8217;iniziativa meritevole di lode che viene (come spesso accade) da oltreoceano: l&#8217;&#8221;<a href="http://www.omln.org/" target="_blank">Online Media Legal Network</a>&#8220;.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;associazione, finanziata da un fondo privato che ha uno scopo che in Italia sembra quasi un romanzo di fantascienza: difendere giornalisti emergenti, e &#8220;pensatori innovativi&#8221; offrendo loro aiuto legale gratuito o a tariffe super ridotte. <span id="more-838"></span>In pratica il centro <a href="http://www.citmedialaw.org/" target="_blank">Citizen Media</a>, con il supporto della Knight Foundation, del mitico <a href="http://cyber.law.harvard.edu/" target="_blank">Berkman center di Harvard</a> e dell&#8217;università dell&#8217;Arizona con il suo Citizen Media ha dato vita ad un progetto che incentivi il giornalismo di qualità, la libertà di stampa e che protegga concetti come investigazione di qualità, inchieste, denuncia sociale. Ma la cosa più straordinaria che ho tralasciato finora dal raccontarvi è che l&#8217;iniziativa è rivolta a &#8220;online journalism ventures and other digital media creators.&#8221;</p>
<p>E io che dicevo? Fantascienza no?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2009/11/25/online-media-legal-network/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BREAKING NEWS: Obama Live on CNN with Facebook</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2009/01/20/breaking-news-obama-live-on-cnn-facebook/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2009/01/20/breaking-news-obama-live-on-cnn-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 15:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Rete]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[cnn]]></category>
		<category><![CDATA[day]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[inauguration]]></category>
		<category><![CDATA[live]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dietrolequinte.bloglist.it/?p=528</guid>
		<description><![CDATA[Che voi siate o meno fan di Obama, non potete perdere la sua inaugurazione con le modalità di Streaming della CNN collegata con l&#8217;interfaccia di Facebook, è un evento che fara la storia dei nuovi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che voi siate o meno fan di Obama, non potete perdere la sua inaugurazione con le modalità di Streaming della CNN collegata con l&#8217;interfaccia di Facebook, è un evento che fara la storia dei nuovi media sociali.</p>
<p>Collegatevi qui : <a href="http://edition.cnn.com/video/fb/facebook.html?stream=stream1" target="_blank">http://edition.cnn.com/video/fb/facebook.html?stream=stream1</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2009/01/20/breaking-news-obama-live-on-cnn-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berkley: i giovani connessi migliorano se stessi. Repubblica.it non ci sta.</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2008/11/27/berkley-i-giovani-connessi-migliorano-se-stessi-repubblicait-non-ci-sta/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2008/11/27/berkley-i-giovani-connessi-migliorano-se-stessi-repubblicait-non-ci-sta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 19:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dietrolequinte.bloglist.it/?p=486</guid>
		<description><![CDATA[
Danah Boyd, giovane candidata al dottorato della School of Information di Berkeley e borsista al Berkman Center dell&#8217;università di Harvard ha partecipato, insieme a molti altri ricercatori,  alla stesura di una interessantissima ricerca su come i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div>
<p><a href="http://www.danah.org/" target="_blank">Danah Boyd,</a> giovane candidata al dottorato della School of Information di Berkeley e borsista al Berkman Center dell&#8217;università di Harvard ha partecipato, insieme a molti altri ricercatori,  <a href="http://www.zephoria.org/thoughts/archives/2008/11/20/living_and_lear.html">alla stesura di una interessantissima ricerca su come i nativi digitali</a>, nello specifico quelli americani, socializino on line, e come questo influisca positivamente sulla loro cultura e formazione.Di più: spiega come questo permetta loro di superare le barriere di una educazione necessariamente legata a fattori culturali locali e spesso non molto ampi.  Parliamo di una ricercatrice che ha dedicato molto al tema, che fa parte di quelli che sono i centri di ricerca più avanzati, di 800 ore di interviste e 5000 di osservazione sulla navigazione on line dei giovani.</p>
<p><span id="more-486"></span></p>
<p>Giusto per citare un passaggio del paper, e per far comprendere fino in fondo il contesto e il punto di vista dell&#8217;autrice (e dei suoi colleghi), possiamo segnalare:</p>
<p>&#8220; youth engage in peer<span>-</span>based<span>, </span>self<span>-</span>directed learning online<span>.</span></p>
<p>In both friendship-driven and interest-driven online activity, youth create and navigate new forms of expression and rules for social behavior. By exploring new interests, tinkering, and “messing around” with new forms of media, they acquire various forms of technical and media literacy. Through trial and error, youth add new media skills to their repertoire, such as how to create a video or game, or customize their MySpace page. Teens then share their creations and receive feedback from others online. By its immediacy and breadth of information, the digital world lowers barriers to self-directed learning.&#8221;</p>
<p>Oppure: &#8220; Contrary to adult perceptions, while hanging out online, youth are picking up basic social and technical skills they need to fully participate in contemporary society.&#8221;</p>
<p>Insomma, riassumendo: navigare permette ad una parte della generazione internet/facebook/sms di diventare più colta, pronta per il mercato del lavoro di domani, e socialmente piu responsabile e sviluppata.</p>
<p>E <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/facebook-pubblicita/facebook-amicizia/facebook-amicizia.html">cosa risponde Repubblica citando Danah Boyd</a>? &#8220;Secondo Danah Boyd, ricercatrice presso la School of Information dell&#8217;Università di Berkeley, i social network non solo favoriscono l&#8217;ansia ma disabituano alla vita reale: &#8220;Andiamo verso una società di persone sempre più goffe e meno abituate a confrontarsi. Scrivere una frase ogni tanto è più facile, ecco perché si accettano anche amici che non si considerano tali&#8221;. </p>
<p>Io questo passaggio nella ricerca non l&#8217;ho trovato, mi aiutate a capire dove sia?</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2008/11/27/berkley-i-giovani-connessi-migliorano-se-stessi-repubblicait-non-ci-sta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook Party: l&#8217;omologazione dell&#8217;individuo è una forma di dittatura</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2008/10/14/facebook-come-snaturarlo-con-una-festa/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2008/10/14/facebook-come-snaturarlo-con-una-festa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 22:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dietrolequinte.bloglist.it/?p=415</guid>
		<description><![CDATA[Questa settimana, per la prima volta ospito un amico sul blog, Carmelo Schininà. Già giornalista del Radiocorriere TV, oggi in redazione di Omnibus, il fortunato programma mattutino della 7 condotto dal direttore Antonello Piroso, cantautore ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Questa settimana, per la prima volta ospito un amico sul blog, Carmelo Schininà. Già giornalista del Radiocorriere TV, oggi in redazione di Omnibus, il fortunato programma mattutino della 7 condotto dal direttore Antonello Piroso, cantautore (conoscete alcuni suoi pezzi, credetemi, solo che non sapete che sono suoi), mi ha mandato un articolo nato da una discussione telefonica su Facebook, i nuovi media, il Grande Fratello (quello di Orwell, di 1984, non della TV).<br />
Vi avviso, è un pezzo forte e controcorrente, ma forse proprio per questo voglio condividerlo con i lettori: se qualcuno non pensa in maniera differente, magari con un suo punto di vista originale, non condiviso, tagliente, ci perdiamo tutti.<br />
Buona lettura, ci rivediamo nei commenti.</strong><br />
<span id="more-415"></span><br />
&#8220;Per me è sempre stato così. L’uomo ha in qualche modo “scelto” un certo regime autoritario, dittatoriale. Perché ne sente il bisogno, deve essere educato da qualcuno, come un bambino. E non solo all’epoca del totalitarismo, quando un nazionalismo esasperato per motivi storico-culturali prefigurava, prevedeva, pretendeva tutta quella serie di fattori sociali che  avrebbero “giustamente” portato a una dittatura. Ma anche adesso, nel nostro occidente democratico, post-atomico, quello dello sviluppo delle scienze e della tecnica che ha innalzato lo spirito umano verso irraggiungibili latitudini di libertà. Libertà di stampa, di pensiero, d’espressione e di tutto ciò che ha contribuito a creare “l’uomo nuovo” post-sessantottino. L’uomo libero per antonomasia.</p>
<p>E proprio oggi questa libertà “totale” sta diventando un libertà “totalitaria”. Si sta ripiegando su stessa, come l’antico simbolo dell’ uroboro, trasformandosi in omologazione. Certo, non c&#8217; è uomo che non sia figlio del suo tempo e quindi in qualche modo &#8220;omologato&#8221;. Ma a farne le spese oggi siamo noi figli dei figli dei fiori, figli degli “uomini nuovi”. Oggi, come ha scritto in un interessantissimo articolo Umberto Galimberti comparso tempo fa su Repubblica (La tribù dei prevedibili) accade che, rispetto alle epoche che l&#8217; hanno preceduta, “la nostra è la prima a chiedere l&#8217;omologazione di tutti gli uomini come condizione della loro esistenza”. Galimberti parla di “coscienza conformista” atta solo a compiere collaborazioni in un apparato e in funzione dell’apparato. E sui mezzi di comunicazione come mezzi di omologazione, scrive: “la società conformista, nonostante l&#8217; enorme quantità di voci diffuse dai media, o forse proprio per questo, parla nel suo insieme solo con se stessa. Alla base infatti di chi parla e di chi ascolta non c&#8217; è, come un tempo, una diversa esperienza del mondo, perché sempre più identico è il mondo a tutti fornito dai media, così come sempre più identiche sono le parole messe a disposizione per descriverlo. Il risultato è una sorta di comunicazione tautologica, dove chi ascolta finisce con l&#8217; ascoltare le identiche cose che egli stesso potrebbe tranquillamente dire, e chi parla dice le stesse cose che potrebbe ascoltare da chiunque. In un certo senso si può avanzare l&#8217; ipotesi che la diffusione dei mezzi di comunicazione, che la tecnica ha reso esponenziale, tenda ad abolire la necessità della comunicazione perché non si dà esigenza di comunicazione là dove non v’è differenza tra le esperienze del mondo, che sono alla base di ogni bisogno comunicativo”.</p>
<p>Mi sembra interessante partire dal pensiero di Galimberti per estendere il concetto di “coscienza conformista” alle forme di omologazione che nascono dagli attuali Social Network. Uno su tutti? Facebook. Il più frequentato del mondo, creato dal più giovane “networkista” del mondo. Una piattaforma online nata nel 2004 con lo scopo di far mantenere i contatti tra studenti di università e licei di tutto il mondo, attraverso la “condivisione” di fotografie, e diventata, in meno di due anni, una rete sociale che abbraccia trasversalmente tutti gli utenti di internet. La mia non vuole essere un invettiva intellettualoide sul concetto di “condivisione” il cui alto valore umano chiaramente si perde se rapportato esclusivamente alla rete (anche perché io stesso sono uno dei tanti “iscritti” su Facebook), né un atteggiamento anticonformista alla Massimo Fini, del quale non avrò mai la statura intellettuale. Ma una riflessione su come questo tipo di condivisione in rete, che a mio avviso in certi casi è “conforme” al ridicolo (uno esempio su tutti? l’obbligo a parlare in terza persona nel messaggio di presentazione), contribuisca a replicare interminabili catene di dna dell’effimero nel momento in cui si cerca di celebrarla. Qualche giorno fa a Roma è stato organizzato il primo Facebook Party. L’idea è stata di tre ragazzi, è bastato un giusto passaparola in rete e i tre organizzatori hanno raccolto tremila persone. Ebbene, sono andato anche io.  A spingerci fuori dal social network è stata la curiosità. Solo quella perché non si sapeva praticamente nulla di cosa ci avrebbe aspettato. E cosa ci aspettava? Il nulla. Hanno presenziato all’evento tutti i tg e i principali quotidiani italiani. Per vedere cosa? Niente. Solo ragazzi comuni trasformati per una notte in vere star, che posavano per i fotografi e rilasciavano interviste. Sorridevano davanti ai flash, felici di essere usciti dall&#8217;anonimato. Non più solo foto, nomi e un lungo elenco di amici virtuali, adesso persone vere in carne ed ossa che ballavano al ritmo del “tagga-tagga” dello speaker, del Dj Patrik del Grande Fratello, sotto una cornice di immagini di Briatore che scorrevano, didascaliche, su un mega schermo.</p>
<p>Eccola, la celebrazione dell’effimero, voluta, imposta da quel Grande Fratello orwelliano che, a mio avviso, è sempre stata la società moderna. Io ho pensato a Leopardi. Si lui, Giacomo. Magari vestito trendy e con gli occhiali da sole. L’avrei voluto veder salire sul bancone, dare un calcio in culo allo speaker e mandarci tutti al diavolo, scacciarci come i mercanti dal tempio. Mi viene in mente “il nulla e la poesia”, il saggio di Emauele Severino sul grande poeta come pensatore del nulla, dove la poesia rappresenta l’ultima illusione di salvezza offerta agli uomini, oltre il fallace ottimismo alimentato dal paradiso della scienza moderna e della tecnica. Leopardi filosofo dunque, non poeta. Verrà il tempo in cui qualcuno ci libererà dall’egemonia delle &#8220;psicologie dell&#8217; adattamento&#8221;, il cui implicito invito è di essere sempre meno se stessi e sempre più congruenti all&#8217; apparato, ci scaccerà come mercanti dal tempio, per poi (magari senza volerlo), innescare col proprio potere una nuova spirale di effetti negativi.</p>
<p>Se nel secolo scorso Marx poteva dire che la maggioranza dell&#8217; umanità “non aveva niente da perdere tranne le sue catene”, oggi si dovrebbe dire che senza queste catene essa non avrebbe di che sopravvivere. Come smontare quanto detto fin’ora? Semplicissimo: basta dire “sta zitto stronzo, gli utenti di Facebook sono delle belle persone. Giovani tranquilli con tanta voglia di divertirsi e socializzare”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2008/10/14/facebook-come-snaturarlo-con-una-festa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tornano i Millenaristi del web in versione 2.0</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2008/10/08/tornano-i-millenaristi-del-web-in-versione-20/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2008/10/08/tornano-i-millenaristi-del-web-in-versione-20/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 12:42:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dietrolequinte.bloglist.it/?p=408</guid>
		<description><![CDATA[Mi perdoneranno lor signori lettori, ma davvero certi toni millenaristici fatico a digerirli. Sia chiaro a tutti voi, come dice l&#8217;amico Lele Dainesi, nei prosismi mesi sentiremo parlare di bolla, di web 2.0 finito, di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi perdoneranno lor signori lettori, ma davvero certi toni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Millenarismo">millenaristici</a> fatico a digerirli. Sia chiaro a tutti voi, come dice l&#8217;amico Lele Dainesi, nei prosismi mesi sentiremo parlare di bolla, di web 2.0 finito, di truffa, di capitalismo marcio. Rassegnatevi, &#8220;le vecchie signore dei salotti buoni&#8221;, per cosi dire, pontificheranno a più non posso. Da Vespa ogni sera un esperto dira che dobbiamo tornare alla terra e alla campagna. E in giro mille <em>siura Berta</em> vi diranno che ci vuole il vecchio posto fisso, magari in banca (di quelle che falliscono), che una volta le cose erano meglio.<br />
<span id="more-408"></span></p>
<p>Che per carità, qualcosa di vero c&#8217;è anche, ma di sicuro è una componente marginale rispetto ai gufi dei media che sperano che questa internet prima o poi finisca. Un pò come Elton Jhon diciamo, anche se dubito che il noto cantante duri più della rete, checchè lui ne possa dire o pensare.</p>
<p>E allora rassegniamoci, le cornacchie gracchieranno presto, e sentireo toni sempre più apocalittici: &#8220;riduzione, licenziamenti, bolla del web, bagno di sangue&#8221;. Ma d&#8217;altronde come si può spiegare ad un pennuto la frase di Rotschild &#8220;quando il sangue comincia a scorrere, i guadagni crescono, le aziende migliorano, e tutto il sistema si prepara ad un balzo in avanti&#8221; ?</p>
<p>Il web è forse l&#8217;unico mercato dove il capitalismo funziona bene: se sei bravo resti dentro, se no al prossimo giro sarai polverizzato.</p>
<p>Amen.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2008/10/08/tornano-i-millenaristi-del-web-in-versione-20/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nativi digitali: un libro, due video</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2008/08/29/natividigitali_studybuddy/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2008/08/29/natividigitali_studybuddy/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 22:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Rete]]></category>
		<category><![CDATA[berkman]]></category>
		<category><![CDATA[born]]></category>
		<category><![CDATA[borndigital]]></category>
		<category><![CDATA[buddy]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
		<category><![CDATA[digital natives]]></category>
		<category><![CDATA[nativi digitali]]></category>
		<category><![CDATA[study]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dietrolequinte.bloglist.it/?p=336</guid>
		<description><![CDATA[Come sapete, uno degli argomenti che mi appassionano di più per lavoro, ma anche per interesse personale, è il tema dei nativi digitali, o meglio di coloro che vivono e apprendono la cultura digitale, semplicemente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sapete, uno degli argomenti che mi appassionano di più per lavoro, ma anche per interesse personale, è il <strong>tema dei nativi digitali</strong>, o meglio di coloro che vivono e apprendono la cultura digitale, semplicemente perchè è la cultura di riferimento da quando sono nati. Insomma, l&#8217;equivalente digitale della generazione baby boom. Inutile dire che comprendere un fenomeno del genere vuol dire avere un idea precisa della direzione che dovranno prendere mercati, leggi, nazioni, ecc.</p>
<p>In tal senso il riferimento mondiale, per me, è il gruppo di studio &#8220;<a href="http://blogs.law.harvard.edu/digitalnatives/">Digital Natives</a>&#8221; del <a href="http://cyber.law.harvard.edu/" target="_blank">Berkman center</a> creato presso l&#8217;università di Harward che produce moltissimi contenuti e studi sul tema. Per quelli di voi interessati all&#8217;argomento, e so che siete parecchi dalle statistiche, questa settimana segnalo:<span id="more-336"></span></p>
<ul>
<li>Il libro <a href="http://www.borndigitalbook.com/" target="_blank">Born Digital</a> scritto da <a href="http://blogs.law.harvard.edu/palfrey/" target="_blank">John Palfrey</a> (di cui vi ho spesso parlato) e <a href="http://blogs.law.harvard.edu/ugasser/" target="_blank">Urs Gasser</a> (da seguire) : vale la pena di essere acquistato e letto attentamente, è il primo lavoro organico e dettagliato sul tema, e ha molti spunti concreti di riflessione per comprendere il fenomeno generazionale, il cyberbullismo, come i governi dovrebbero mediare con le leggi tra utenti (quasi elettori) e detentori del copyright, e molto altro.</li>
<li>Questi due video, su un nuovo servizio &#8220;StudyBuddy&#8221;, creato da un digital nativo, David Kosslyn che si ripromette di aiutare gli studenti a studiare insieme<br />
<!--YouTube Error: bad URL entered--></p>
<p><!--YouTube Error: bad URL entered--></li>
</ul>
<p>Se siete interessati al tema, lasciate un commento, sarebbe bello riuscire a creare un gruppo di interesse italiano&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2008/08/29/natividigitali_studybuddy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Net Nativi: le ragazze guidano, i ragazzi inseguono</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2008/08/03/net-nativi-le-ragazze-guidano-i-ragazzi-inseguono/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2008/08/03/net-nativi-le-ragazze-guidano-i-ragazzi-inseguono/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 19:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[net nativi]]></category>
		<category><![CDATA[teenager]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dietrolequinte.bloglist.it/2008/08/03/net-nativi-le-ragazze-guidano-i-ragazzi-inseguono/</guid>
		<description><![CDATA[ Mentre navigavo per la rete mi sono imbattuto in una delle tante community di teenager, che provano a sfondare nel settore social network: Netlog, che incidentalmente in Europa è forse tra le prime tre. Non ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Mentre navigavo per la rete mi sono imbattuto in una delle tante community di teenager, che provano a sfondare nel settore social network: Netlog, che incidentalmente in Europa è forse tra le prime tre. Non è tanto lo stupore per i video e le foto che gli under 18 condividono che voglio segnalarvi, quanto i termini della comunicazione e dell&#8217;interazione che ormai in rete, nella fascia dei net nativi, sono ribaltati rispetto ai classici stereotipi.</p>
<p>Cosa intendo? In breve: di solito i ragazzi si mettono in mostra, le ragazze seguono. In realtà, sia in questa che in molte altre community si vede che i termini sono ormai ribaltati: analizziamo questi due video&#8230;<span id="more-328"></span>Se paragoniamo infatti <a href="http://it.netlog.com/go/explore/videos/videoid=1841417">questo video delle ragazze</a> su se stesse, con quello analogo <a href="http://it.netlog.com/go/explore/videos/videoid=1952567">fatto dalle ragazze sui ragazzi</a> (i maschi non producono video di se, solo di ragazze o dei loro interessi) salta subito all&#8217;occhio come i maschietti, nell&#8217;immagine ormai inseguano le donne.</p>
<p>Video dei ragazzi: efebici, depilatissimi, hanno sempre gioielli vari, colori sgargianti, capelli freschi di taglio e acconciatura. Sempre in posa davanti allo specchio, cambia il classico concetto della foto davanti al mezzo a due o quattro ruote, puntando tutto su se stessi. Copiano persino le ragazze nel sollevarsi la maglietta per fare vedere i pettorali o il proprio corpo.</p>
<p>Video delle ragazze: a parte qualche problema con l&#8217;italiano, qualche foto nella lavanderia di casa che fa tanto trash, e un pò di trucco in eccesso, il video delle ragazzine invece segna assolutamente la strada. Hanno imparato come montare i video, si rifanno ai vari stili di oltreoceano (o d&#8217;Europa, che per loro al momento è uguale), sincronizzano musica ed immagini, e inventano le smorfie provocanti (o meglio, copiano quelle dei loro miti) che i ragazzi copieranno. E quando vogliono esagerare, non ci pensano due volte, giù i vestiti, e via a far vedere il corpo in biancheria, cosa che i ragazzi, non riescono a fare ancora fino in fondo.</p>
<p>Insomma, le ragazze aprono la strada, i ragazzi seguono la segnaletica che queste hanno lasciato.</p>
<p>Infine, per disquisizioni sociologiche sul perche una ragazzina di 14 anni deve mostrarsi come una ballerina di lap dance sadomaso, vi rimando al post più bello mai scritto sull&#8217;argomento:  <a href="http://www.macchianera.net/2005/11/07/il-reazionario-che-e-in-ciascuno-di-noi/">http://www.macchianera.net/2005/11/07/il-reazionario-che-e-in-ciascuno-di-noi/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2008/08/03/net-nativi-le-ragazze-guidano-i-ragazzi-inseguono/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Social Median, tenetelo d&#8217;occhio</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2008/05/09/social-median-tenetelo-docchio/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2008/05/09/social-median-tenetelo-docchio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 13:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dietrolequinte.bloglist.it/2008/05/09/social-median-tenetelo-docchio/</guid>
		<description><![CDATA[Tempo fà, leggedno un post di Pandemia ho scoperto Social Median, interessante esperimento di aggregazione news. In pratica gli iscritti creano dei pool di notizie su determinati argomenti e diventano cosi filtri e segnalatori delle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fà, leggedno un post di <a href="http://www.pandemia.info">Pandemia</a> ho scoperto <a href="http://www.socialmedian.com/">Social Median</a>, interessante esperimento di aggregazione news. In pratica gli iscritti creano dei pool di notizie su determinati argomenti e diventano cosi filtri e segnalatori delle novità piu interessanti della rete. Un Google News, con elementi umani diciamo&#8230;o se preferite un Ok Notizie con multicanalità spinta e social.</p>
<p>L&#8217;idea mi è piaciuta e devo dire che trovo molte notizie utili, segnalate da utneti molto interessanti. Il servizio e in private beta, ma poco fa ho ricevuto una mail con 5 inviti, se lo desiderate i commenti sono a vostra disposizione per richiedermeli.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2008/05/09/social-median-tenetelo-docchio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Coldplay, download ed un capolavoro UPDATED</title>
		<link>http://www.robertochibbaro.it/2008/04/29/coldplay-download-ed-un-capolavoro/</link>
		<comments>http://www.robertochibbaro.it/2008/04/29/coldplay-download-ed-un-capolavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 16:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Rete]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[coldplay]]></category>
		<category><![CDATA[violet hill]]></category>
		<category><![CDATA[viva la vida]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dietrolequinte.bloglist.it/2008/04/29/coldplay-download-ed-un-capolavoro/</guid>
		<description><![CDATA[Chi mi conosce sa che io adoro i Coldplay, e che sono davvero un fan accanito. Cosi accanito che per dire se ricevessi l&#8217;invito (ci sto lavorando) per il private concert alla  Brixton Accademy ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.indie-rock.it/img_upload/1209414696_coldplaylp.jpg" align="left" height="150" width="200" />Chi mi conosce sa che io adoro i <a href="http://www.coldplay.com">Coldplay</a>, e che sono davvero un fan accanito. Cosi accanito che per dire se ricevessi l&#8217;invito (ci sto lavorando) per il private concert alla  Brixton Accademy di Londra o a NY prenderei l&#8217;aereo subito. Quindi potete fidarvi se vi dico che la nuova &#8220;Violet Hill&#8221;, singolo che anticipa Viva la Vida, è un capolavoro. Se cosi non fosse stato li avrei crocifissi. Senza se e senza ma.</p>
<p>Direte, a noi, che ti leggiamo perche parli di nuovi media che ci frega? Vi frega, perchè la band ha messo su un progettino di marketing online/offline niente male.  Infatti potete:<span id="more-273"></span></p>
<ul>
<li>Scaricare il singolo gratuitamente insieme alla copertina.Direi che come promozione, anche se non sono i primi a farlo è sempre molto interessante in tempi di crisi del settore&#8230;soprattutto perche è gratis solo per una settimana, quindi immaginate la ressa.</li>
<li>Provare ad andare ad uno dei due privat concert di Londra o di New York (ecco l&#8217;off line)</li>
<li>Conoscere un meravigliso pittore come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eug%C3%A8ne_Delacroix">Eugene Delacroix </a>, che riassume molto bene il concept dl nuovo album&#8230;i fan sono sicuramente spinti ancora di più a capire il messagio del disco.</li>
</ul>
<p>Insomma, tutto on line e con uno splendido hype, basato sul minimalismo assoluto. Fate in fretta, il download gratuito finisce il 6 Maggio.</p>
<p>AGGIORNAMENTO: Noto ora con piacere che tra <a href="http://www.google.it/help/ig/art/gallery.html">i temi di iGoogle d&#8217;artista</a> è disponibile anche il tema per i fan dei Cold. Non è dato sapere di che tipo è l&#8217;accordo. Ulteriori approfondimenti in un nuovo post&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertochibbaro.it/2008/04/29/coldplay-download-ed-un-capolavoro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

