Il Fail di Alitalia. A futura memoria. UPDATE

Ricevo una newsletter da Alitalia con la promessa di uno sconto del 25% su tutte le tratte escluse alcune. Rientro nelle tratte, nelle date, nella classe di volo. Ma del 25% di sconto nessuna traccia. Se questo è il buongiorno, mi sa che Ethiad non ha fatto un grande affare.

Se qualche responsabile Alitalia passa da queste pagine mi faccia un fischio.

UPDATE 5 Novembre: Alitalia mi mostra che il volo è operato da Air Berlin, e quindi come indicato la promo non si applica. Vero, noto adesso la clausola in corpo 6, ma questo non toglie la sostanza, cioè una pessima esperienza utente. Io sul sito di Alitalia mi aspetto di comprare un biglietto, è con Alitalia che parlo, e con Alitalia voglio parlare. Non mi interessano code sharing, voli di altri, storie varie: quando vado sul sito di Amazon con un buono, compro, uso il buono e arriva il pacco. Stop. Il resto è una cosa che non mi interessa e non mi deve interessare come utente.

Tre, Internet, Tariffe, e il Jamaica Blue Mountain…

Premessa: a me H3G piace. Se non fosse che il peggior nemico di H3G è H3G (es. gli addetti al call center, o alcune follie tipo le rimodulazioni) sarebbe davvero alle costole di Tim o Vodafone. Ma tant’è. Io nel frattempo ho con loro un contratto aziendale che per me è in assoluto il più conveniente, BMail 900, che non cambierei con nessun altro.

Adesso piccola pausa, tenete a mente la premessa, e sentite il racconto di un episodio capitatomi nel 2003 in U.S.A. Ero a  New York ed ero riuscito a trovare un tipo di caffè molto raro: il Jamaica Blue Mountain. Ne ordino una tazza, e scopro che la temperatura ideale a cui viene servito è 80 gradi centigradi: è quella a cui si sprigionano tutti gli aromi, gli odori, e a cui la bevanda rende al massimo. Cosi, mentre aspetto che si freddi, mangio un muffin. Poi bevo il caffè. Divino. Mentre sto aspettando un amico per un appuntamento, giocherello con il bicchiere vuoto e sul fondo leggo l’avvertenza: “Non capovolgere, contiene caffè caldo a 80 gradi. Se lo capovolgi non ci assumiamo responsabilità in caso di ustioni”. Dentro di me penso: “ma chi è l’idiota che ha messo questa scritta?”. Mi spiegherà l’amico con cui avevo appuntamento che incredibilmente ci sono idioti che si versano il caffè addosso e poi hanno la faccia tosta di fare causa alla società che prepara la miscela. Un pò come se facessi causa alla Fiat perche mi sono schiantato su un muro impasticcato e ubriaco.

Bene, torniamo alla Tre. La tre ha un offerta dati molto vantaggiosa, diciamo una semi flat più chiavetta, che permette di consumare fino a 5GB la settimana a 19 euro (dipende dall’offerta). In tutto il sito è specificato chiaramente che: oltre la soglia si paga al mb, e che se non c’è copertura e vai in roaming con TIM paghi il traffico gprs. Ora, mi pare chiaro, specie se aderisco ad un’offerta del genere che legga per almeno 60 secondi le caratteristiche dell’offerta. Invece no, alcuni non leggono, navigano oltre i limiti, vanno in roaming e poi dicono: “maaaa che bolletta enorme..mi avete truffato”. Francamente sarò poco diplomatico ma mi sembra una follia che l’antitrust indaghi su una cosa del genere. Mi pare ancora più folle che la gente spenda i propri soldi senza leggere le avvertenze. E più folle di tutto mi pare che sia necessaria “una campagna di educazione all’uso dell’offerta” come dichiarato da Tre. Se proprio si vuole fare uno sforzo in questa direzione, date un software che metta un allarme quando si va in roaming e conti i MB dall’inizio del mese solare. E’ facile e ci vogliono due euro.

A questo punto mi chiedo: a quando il Min.Cul.Pop. della rete?

Caro Ebay, un pò di sciatteria?

E si, come utente Mac, faccio parte di quel 10% di fortunati che usa un computer molto più affidabile di windows. Senza fare discriminazioni, ne asserire Verità, devo dirvi che non tornerei indietro per nulla al mondo. Però. Però certe volte alcune aziende mi fanno arrabiare. Disperare. Mi danno un idea di approssimazione nel fare le loro cose che mal si sposa con l’immagine che trasmettono.

Oggi è il turno di Ebay, che usavo frequentemente, e che con oggi ha perso definitvamente molti punti. Acquistando un oggetto infatti, ho avuto improvvisamente bisogno di parlare con il venditore, per cui ho deciso di usar eper la prima volta l’opzione skype. Ebbene, non solo mi si chiedeva di scaricare Skype, nonostante fosse già installato, ma provando a scaricarlo (ho pensato di avere una versione obsoleta), mi si apre in automatico la versione WINDOWS. Continua a leggere…

Mercedes Benz, una pubblicità sbagliata

Nuova puntata per la rubrica “non fatelo a casa”. Non so chi sia l’agenzia che crea la creatività web per la campagna Light Lease di Mercedes Benz, ma mi permetto da “ignorante” della rete, da utente delle strade digitali, di fare notare diversi errori. Tutto inizia con un bel banner sul sito del corriere, da cui atterro su questa landing page (una pagina creata appositamente per estendere i contenuti di una determinata campagna): http://www.mercedes-benz-news.it/lightlease/classeB/index.php?id_auto=2&id_genere=0&id_modello=0.

Bene, proviamo a capire in cosa consiste un light lease. Provo a cliccare sul pulsante “scopri light lease” in basso e dalla schermata che si apre non vedo nessuna spiegazione sul meccanismo di funzionamento. Clicco cosi sul modello di autovettura che mi interessa e si apre una tabella riepilogativa con canoni, anticipi, e alcune voci incomprensibili come “Valore residuo applciato a listino”, ma nemmeno una parola sul meccanismo del light lease. Poco male mi dico, clicco sulla parola Mercedes Benz che penso mi riporti al sito dove forse mi spiegheranno cosa sia il light lease, ma nulla, non ci sono collegamenti.

Ora, qualcuno potrebbe sostenere che tutto è congegnato per utilizzare il form con una richiesta informazioni, o per spingere chiamare il numero verde ben visibile a destra, ma a me pare tanto web -1 anzichè web evoluto e marketing innovativo. Anzi, io che una Mercedes classe B l’ho guidata, e la comprerei se potessi ad occhi chiusi, trovo che una campagna del genere sia assolutamente inutile al suo meglio, e controproducente al suo peggio.

Almalaurea e i feed, su web hanno ancora molta strada da fare…

Uno dei canali che seguo SEMPRE nel mio lettore RSS (mail di Apple), è il canale università del sito Almalaurea, che come sapete è un consorzio che raccoglie quasi tutti gli atenei italiani. Ieri noto un messaggio il quale mi si informa che l’indirizzo del feed è cambiato. Recita testualmente: “Questo feed RSS ha cambiato indirizzo: http://www.almalaurea.it/informa/news/rss/universita”

Ok dico, aggiorniamo. Niente, url non valida. Controllo nel sito pensando ad un problema di mail e leggo: ”

Siamo spiacenti, ma la pagina richiesta non è disponibile su questo server.

Server:www.almalaurea.it
Pagina richiesta:/informa/news/rss/universita “

A questo punto una domanda: ma chi si occupa della gestione web, le prova le cose prima di farle? O anche dopo, non sarebbe male..

Se qualche informato conosce il nuovo canale, ci faccia sapere!

Non fatelo a casa: Alpenliebe.it

Nuova rubrica per segnalare il peggio del web in epoca 2.0.

Ieri sera mi sono collegato al sito www.alpenliebe.it, il sito delle popolari caramelle. Avevo comprato una loro varietà, e volendo partecipare al concorso via web reclamizzato sulla confezione.

Capirete la mia sopresa quando apro il sito e trovo il logo e sotto la scritta: “Il concorso è terminato, arrivederci alla prossima iniziativa.”. Ma dico, nemmeno una vetrina, un link alla casa madre, uno straccio di email? Addirittura scopro via Google Cache che il sito prima era completo di vetrina e descrizione prodotto, ma a concorso concluso è stato chiuso.

La domanda è: qualcuno in Perfetti – Van Melle Italia ama il tafazzismo?