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	<title>Roberto Chibbaro &#187; Rete</title>
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		<title>La scrivania di Mark e l&#8217;Italia che affonda.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha pubblicato sul suo profilo la foto della sua scrivania nel suo ufficio. Un normale spazio, molto american startup. Se fosse stato in Italia avrebbero chiuso Facebook. Quella che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha pubblicato sul suo profilo la foto della sua scrivania nel suo ufficio. Un normale spazio, molto american startup. Se fosse stato in Italia avrebbero chiuso Facebook. <span id="more-1868"></span>Quella che vedete qui sotto è la foto che oggi Mark ha pubblicato <a href="http://www.facebook.com/zuck">sul suo profilo Facebook</a>.</p>
<p><a href="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2012/02/426414_10100230247154651_4_43369285_2050701101_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1869" style="margin: 3px;" title="Mark Zuckerberg's desk" src="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2012/02/426414_10100230247154651_4_43369285_2050701101_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>Appena l&#8217;ho vista ho subito fatto un paragone con il nostro paese</strong>: cosa sarebbe successo se questa scrivania fosse in un ufficio della burocratica e bizantina Italia? Anzitutto il tavolo non è a norma della legge 626, il colore è toppo chiaro, le scritte che sembrano tracciate con lo spray potrebbero contenere elementi tossici, ci sono cibi che potrebbero essere contaminati. Prima multa, e ammonizione per Facebook.</p>
<p>Poi, guardando con più attenzione si nota come ci sia un <strong>cavo volante alla base</strong> e anche sotto il tavolo. Seconda multa per violazione della 626 e ufficio dell&#8217;ispettorato del lavoro che inizia a pensare che il luogo sia una trappola mortale per chi ci lavora.</p>
<p>Ma attenzione&#8230;il solerte funzionario ha appena notato <strong>webcam in ogni computer</strong>, per cui si potrebbe arrivare al <strong>seguente dialogo</strong>:</p>
<p>&#8220;<em>quindi se volesse lei potrebbe videochiamare ogni suo dipendente per vedere dov&#8217;è?</em>&#8221;<br />
&#8220;<strong>In teoria si, ma perché dovrei farlo se non per lavoro?</strong>&#8221;<br />
&#8220;<em>Beh, ma capisce che astrattamente lei ha un sistema di sorveglianza dei lavoratori con telecamere? E&#8217; una gravissima violazione dello statuto dei lavoratori, dobbiamo chiudere FB in attesa di capire meglio. A proposito, questo cartello sul suo tavolo potrebbe essere intimidatorio per i lavoratori</em>, <strong>dove crede di essere, in URSS? Facimm&#8217;o piano quinquennale mò</strong>?&#8221;.</p>
<p>Ok, io ho un po&#8217; calcato la mano, ma potrebbe davvero succedere. Poi ci meravigliamo del perché in Italia le startup non nascono e i cervelli fuggono?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Wikipedia si autosospende contro il DDL intercettazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tira una brutta aria. E io che con scetticismo leggevo Grillo. Oggi è il caso dell&#8217;autosospensione di Wikipedia Italia contro il comma 29 del DDL Intercettazioni. 
Non so voi, ma io personalmente cercavo quasi quotidianamente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tira una brutta aria. E io che con scetticismo leggevo Grillo. Oggi è il caso dell&#8217;autosospensione di Wikipedia Italia contro il comma 29 del DDL Intercettazioni. <span id="more-1814"></span></p>
<p>Non so voi, ma io personalmente cercavo quasi quotidianamente su Wikipedia, che poi per sicurezza comparavo anche con altre fonti. E Anche se con qualche piccolo errore, o qualche scherzo, 95 volte su 100 trovavo ciò che mi serviva. Oggi, all&#8217;ennesima consultazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011">leggo questo comunicato</a> di cui riporto un estratto che fa capire di cosa parliamo:</p>
<blockquote><p>Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l&#8217;obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che <em>il richiedente</em> giudichi lesivo della propria immagine.</p>
<p>Purtroppo, la valutazione della &#8220;lesività&#8221; di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all&#8217;opinione del soggetto che si presume danneggiato.</p>
<p>Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — <strong>indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive</strong> — di chiedere l&#8217;introduzione di una &#8220;rettifica&#8221;, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.</p></blockquote>
<p>Quindi, per fare un esempio: tutti noi, che abbiamo fatto almeno la 5a elementare sappiamo che l&#8217;uomo ha subito un processo evolutivo durato alcuni milioni di anni prima di diventare l&#8217;essere senziente che è oggi. Ma se io, fanatico religioso di una qualsiasi fede, decido di chiedere la rimozione di una pagina che spieghi il concetto darwiniano perchè offensivo per il mio culto, potrò farlo. E il gestore dovrà pubblicare una rettifica.</p>
<p>Ma supponiamo che una illuminata prassi leghi l&#8217;applicazione di questo comma solo alle affermazioni su singoli individui. Ebbene, nessuno potrà più scrivere che x o y sono corrotti, che z è mafioso. O meglio, potrà farlo, mapoi, a semplice richiesta dell&#8217;interessato dovrà pubblicare una rettifica che dica &#8220;No, z anche se ha 5 condanne passate in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso, non è mafioso.&#8221;</p>
<p>Ora, san <a href="http://www.robertocassinelli.it/wp/">Cassinelli</a>, ci salvi tu o dobbiamo soccombere?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? UPDATE</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 09:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino a quando rimarremo in silenzio? La rete è sotto assedio, censura, mutilazioni varie e assortite. Una riflessione sul caso di oggi: Vasco contro Nonciclopedia.
Leggo con tristezza infinita che uno dei miti italiani del rock, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a quando rimarremo in silenzio? La rete è sotto assedio, censura, mutilazioni varie e assortite. Una riflessione sul caso di oggi: Vasco contro Nonciclopedia.<span id="more-1796"></span></p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2011/10/03/vasco-rossi-denuncia-nonciclopedia/">Leggo con tristezza infinita</a> che uno dei miti italiani del rock, Vasco Rossi, ha denunciato il sito satirico Nonciclopedia. Si, parliamo proprio di Vasco, quello che riempiva gli stadi più di Madonna, Stones e gruppi vari, che a quanto racconta il Post decide che per una pagina, quella dove lo si diffamava o prendeva in giro a seconda dei punti di vista, va fatta una causa che i gestori non possono permettersi, dovendo quindi chiudere il sito.</p>
<p>Nonciclopedia non era ne un sito particolarmente divertente, ne particolarmente rappresentativo, tranne che di una cosa: la libertà della rete. Che non è mai diffamazione, dato che i gestori si erano offerti di rimuovere i contenuti giudicati diffamatori dai legali di Vasco, ma possibilità di dire la propria. Anche se stupida, inutile, nonsense appunto.</p>
<p>A questo punto, una riflessione urge: per quanto tempo rimarremo in silenzio? Fino a quando guarderemo gli attacchi (giusti o meno) alla rete, che portano via un pezzo di libertà alla volta, e ci gireremo dall&#8217;altro lato? Credo che ci sia un punto oltre il quale non si possa e non si debba andare. Un punto raggiunto il quale ci si debba alzare in piedi e dire: &#8220;no, più in là di cosi non si può&#8221;. La rete ha gli anticorpi per farlo.</p>
<p>Chiudo lanciando un appello agli amministratori di Nonciclopedia: vi va di lanciare una pubblica sottoscrizione via paypal per aiutarvi con le spese legali? Com&#8217;è che diceva quella formuletta? United We Stand?</p>
<p>AGGIORNAMENTO -<a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_ottobre_04/vasco-nonciclopedia-pace-cruccu_b552f0a4-eea5-11e0-bc1a-2283ac81b740.shtml"> Pace fatta tra Vasco e Nonciclopedia</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Economist preview: distruggere internet</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 15:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, io e l&#8217;Economist non siamo amici, ma manteniamo un rapporto civile. Nella preview che mi hanno inviato oggi dicono cose interessanti e che sposo. Quindi ve le segnalo. <span id="more-1788"></span> Non ho mai amato particolarmente &#8220;The Economist&#8221;  come forse saprete se avete letto qualcuno dei miei articoli passati. Ho sempre rimproverato loro un attegiamento verso l&#8217;Italia troppo carico di livore anche quando immotivato e inutile. Eppure, dato che anche un orologio fermo segna l&#8217;ora giusta almeno due volte al giorno, quando scrivono cose che condivido li cito e li sposo.</p>
<p>Ho appena ricevuto la preview del numero in edicola da domani, e come posso non segnalarvi il triste ma reale pezzo sulle proposte di alcuni governi di mantenere un certo controllo sulla rete?  L&#8217;articolo si intitola &#8220;In praise of chaos&#8221; (sezione <strong><em>Leaders</em></strong>) e già qui ti viene voglia di prendere il telefono e chiamare qualche politico per chiedere: &#8220;Pronto, McFly? C&#8217;è nessuno in casa?&#8221;.</p>
<p>Poi fortunatamente va peggio. Perchè c&#8217;è anche l&#8217;articolo di copertina &#8220;<strong>Be afraid&#8221;</strong> sullo stato e le prospettive sempre più scure dell’economia mondiale in mano a politici poco coraggiosi e convinti (sezione<em> </em><strong><em>Leaders</em></strong>). Insomma la storia di Merkel, Sarkò, Cameron e BCE ostaggio di banche d&#8217;affari, sppeculatori e compagnia (poco) bella.</p>
<p>Erano anni che non vedevo due pezzi interessanti, e condivisibili insieme. Compratelo domani, merita.</p>
<p><strong>PS se ancora vi è rimasto un pò di buonumore</strong> vi vorrei segnalare il mio nuovo idolo: <a href="http://www.facebook.com/alessiorastani" target="_blank">Alessio Rastani</a>. Al di là dell&#8217;impostazione nazional popolare della sua pagina, del personaggio molto casareccio, uno che va sulla BBC e dice &#8220;Goldman Sachs governa il mondo, non i governi&#8221; va solo abbracciato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/aC19fEqR5bA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crowdfunding, timidi segnali in Spagna con SeedQuick</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 11:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[seedquick]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il crowdfunding è la next big thing nel mondo delle startup, ma governi miopi e legislazioni indegne ne hanno finora fermato lo sviluppo. Tuttavia, il mercato manda segnali di insofferenza e qualcosa inizia a muoversi. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il crowdfunding è la next big thing nel mondo delle startup, ma governi miopi e legislazioni indegne ne hanno finora fermato lo sviluppo. Tuttavia, il mercato manda segnali di insofferenza e qualcosa inizia a muoversi. <span id="more-1762"></span>Come avrete letto più volte su questo blog, sostengo il crowdfunding con ogni mia forza. Qualcuno forse ricorderà FundMeUp. E sebbene iniziative di successo come <a href="http://www.kapipal.com/" target="_blank">Kapipal</a> permettano di finanziare diversi tipi di idee (beneficenza, viaggi, progetti vari), non è ancora possibile finanziare idee d&#8217;impresa se non con donazioni, senza ritorni economici per i donanti.</p>
<p><a href="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-13-a-09.23.16.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1764" style="margin: 4px;" title="Schermata 2011-07-13 a 09.23.16" src="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-13-a-09.23.16-300x214.png" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p>Tuttavia qualcosa in Usa ed Europa inizia a muoversi e oggi vi presento la spagnola <a href="http://www.seedquick.com/" target="_blank">SeedQuick</a>, che pare muovere un timido passo verso il finanziamento diffuso. In pratica dopo una registrazione, si può inserire il proprio progetto, tra l&#8217;altro specificando con un video idee e funzionamento dello stesso. Tutti gli iscritti possono vederlo, e l&#8217;imprenditore riceve un feed sui vari aspetti del progetto: finanziario, logistico/infrastrutturale, commerciale, etc.</p>
<p>Alla fine della fase di valutazione e sviluppo, si passa a quella di valorizzazione del progetto. E qui secondo me si trova il punto debole di ogni progetto simile. Non vedo come la legislazione spagnola possa permetta uno scambio di quote/denaro senza tutti gli orpelli e i freni burocratici connessi. Perchè è li il punto: o mi permetti di farlo in due minuti via paypal e mi dai una ricevuta, o se devo andare dal notaio/ufficio/etc tengo i soldi ben stretti in tasca.</p>
<p>Per capire meglio ho voluto intervistare <strong>uno dei responsabili del progetto Javier Martin</strong>, autore tra l&#8217;altro dell&#8217;ottimo blog <a href="http://www.loogic.com" target="_blank">Loogic.com</a>. Conoscendo la legislazione spagnola, per aver vissuto e studiato li &#8220;derecho&#8221;, ricordavo che un passaggio di quote sociali necessitasse di burocrazia, il che rende antieconomico il tutto per importi tra 100 e 500 euro, cioè il target di un funding veramente crowd.<a href="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-13-a-09.21.48.png"><img class="size-medium wp-image-1763 alignright" style="margin: 4px;" title="Schermata 2011-07-13 a 09.21.48" src="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-13-a-09.21.48-300x158.png" alt="" width="300" height="158" /></a></p>
<p><strong>Domanda</strong>: &#8220;<em>Como funcionarà exactamente el crowfunding? Quiero decir, en Espana para partecipar en una empresa (s.a., s.l.) con una cuota non necessitas de un notaro? Si fuera asi, non es antieconomico i de dificil realizaccion invertir entre 100/500 euros?</em>&#8220;(Come funzionerà? Ci vorrà un notaio?)</p>
<p><strong>R.</strong>&#8220;<em>La forma legal en la mayoría de los casos será con un pacto de socios, que firmarán el emprendedor y el inversor de forma privado. Esto tiene validad legal entre las partes, no ante un tercero, pero en la mayoría de las operaciones que se realizan en una empresa no es necesario ir al notario.&#8221; </em>(si tratterà di un patto tra soci, inopponibile a terzi, ma valido tra le parti)</p>
<p><em></em>Ma questo punto <strong>mi sorge il dubbio</strong>: chi investe avrà la proprietà? O invece si tratta di una sorta di prestito garantito?</p>
<p><strong>D.</strong> &#8220;<em>Es corecto que el inversor non tendrà propriedad de la empresa (equity, etc) ma serà como un prestamo garantizado?</em>&#8221;</p>
<p><strong>R.</strong> &#8220;<em>Pueden ser las dos opciones, puedes ofrecer un porcentaje de tu empresa o puedes ofrecer cuentas en participación con las cuales el inversores accede a una parte de los beneficios pero no es accionista</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Ho anche chiesto, per esplorare quelli che possono essere i punti di debolezza di un progetto simile</strong>:</p>
<div><strong>D.</strong> &#8220;<em>Como estan garantizados los usuarios que inverten en una empresa de seedquick? No digo el riesgo de empresa, digo que alguien utiliza el sitio web para una fraude&#8230;</em>&#8220;</div>
<div><strong>R.</strong> &#8220;<em>No podemos ofrecer garantías más allá de la supervisión que hagamos nosotros y haga la comunidad para ver si se trata de un proyecto serio. Igual que te pueden estafar por esta plataforma podría suceder en el mundo real cuando alguien busca financiación en otro tipo de foros offline.</em>&#8220;</div>
<div>Chiaro, <strong>quello che succede on line può capitarti off line</strong>, e la fase di valutazione da parte della comunità può fare la reale differenza. Infine sicocme sono curioso:</div>
<div>D. &#8220;<em>Cuando se abre la fase de funding?</em>&#8220;</div>
<div>R. &#8220;<em>Cuando finaliza el plazo de crowdsourcing</em>.&#8221;</div>
<div><strong>Ok, qualcuno vuole fare un esperimento con me?</strong> Mettiamo 10 euro a testa e facciamo una piccola cordata per vedere se funziona tutto?</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Cosa leggo, mobile edition</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 09:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stato rimproverato da un uomo che è in grado di parlare in PHP e Javascript: argomento la mia preparazione tecnica sul mobile. Inutile spiegargli che io sono un Magic Hustler in azienda, un pifferaio ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato rimproverato da un <a href="http://www.fullo.net/blog/" target="_blank">uomo</a> che è in grado di <em>parlare</em> in PHP e Javascript: argomento la mia preparazione tecnica sul mobile. Inutile spiegargli che io sono un Magic Hustler in azienda, un pifferaio magico. Il signore in oggetto non ha sentito ragioni e mi ha dato da studiare un bel pò di roba.<span id="more-1754"></span></p>
<p><strong>Incredibile a dirsi mi sto appassionando</strong>. Non tanto al lato tecnico, quello lo digerisco mio malgrado, ma ai meccanismi che stanno dietro molte delle app più di successo, dalla probabile edicola digitale di Apple, alla frammentazione del mercato android. Sono interessanti persino i meccanismi che le aziende hanno pensato per tenere fuori o eliminare concorrenti sgraditi o indipendenti troppo ingombranti. <strong>Sembra Monopoly, versione mondo informatico.</strong></p>
<p>Se avete interesse in materia, sono <strong>letture non leggerissime ma scorrevoli</strong>, che vi consiglio vivamente, persino sotto l&#8217;ombrellone.</p>
<p>Iniziamo con o&#8217;re, <a href="http://oreilly.com/catalog/9780596807795" target="_blank">O&#8217;Reilly &#8220;Programming the Mobile Web&#8221; di Maximiliano Firtman</a>, si occupa non solo di Android e iOS, ma in generale di tutto l&#8217;ambiente Mobile e delle nuove opportunità date da webapp e html5. Me lo hanno spacciato per <em>basic, </em>ma non fatevi ingannare<em>.</em></p>
<p>A seguire sempre da O&#8217;Reilly &#8220;<a href="http://oreilly.com/catalog/0636920001133/" target="_blank">Tapworthy - Designing Great iPhone Apps</a>&#8221; di Josh Clark. Non pensavate davvero di uscirvene senza un approfondimento sul fantastico mondo dorato della mela no?</p>
<p>A seguire non ci vogliamo fare mancare neanche Wp7 con &#8220;<a href="http://oreilly.com/catalog/0790145301437" target="_blank">Windows Phone 7 Plain &amp; Simple -Your easy, colorful, SEE-HOW guide to Windows Phone 7!</a>&#8221; di Michael Stroh. Titolo più da album da colorare ma ok, meglio di una cosa alla &#8220;in deep mathematical code for people with three degrees&#8221;.</p>
<dl></dl>
<p>Mi manca qualcosa di approfondito su Android: ok, non troppo approfondito. Consigli? Cosi poi creiamo la libreria di MakeMeApp <img src='http://www.robertochibbaro.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>NB:</strong> i libri segnalati sono in inglese.</p>
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		<title>Googleplus, il nuovo social network di Google</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 22:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie all&#8217;amico Napolux ho ricevuto un invito per testare GooglePlus, il nuovo social network di Google. Voi chiamatelo G+, come diceva la pubblicità c&#8217;est plus facile. 
Che Google avesse un forte ritardo nel campo dei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie all&#8217;amico Napolux ho ricevuto un invito per testare GooglePlus, il nuovo social network di Google. Voi chiamatelo G+, come diceva la pubblicità c&#8217;est plus facile. <span id="more-1729"></span></p>
<p>Che Google avesse un forte ritardo nel campo dei social media era chiaro a tutti, dopo i tonfi di Wave (chi se lo ricorda?) e Buzz. E ancora più brutto deve essere stato per gli ingegneri di BigG ammettere che il personal stream, a-la-facebook, era comunque il tipo di share <strong>più comprensibile e più fruibile</strong> per gli utenti. <strong>Ma loro sono il Google Team</strong>, hanno risorse infinite, e possono permettersi di sbagliare un paio di svolte tecnologiche senza affondare. Anzi, possono sia imparare dagli errori, che riciclare pezzi dei prodotti che hanno creato: in fondo non è che tutte le funzioni di wave o di buzz fossero da buttare. Anzi.</p>
<p><strong>In questi giorni ci riprovano con GooglePlus, alias G+</strong> per gli amici, che si candida ufficialmente a lanciare il guanto di sfida a Facebook. Entrare è semplicissimo, basta un invito, o un commento condiviso da chi è dentro verso un indirizzo mail. Attenzione, deve essere una mail collegata ad un account Google, niente mail di indirizzi legati a Google App.</p>
<p>Una volta entrati <strong>la struttura ricorda molto un Facebook per smanettoni</strong>, con uno stile minimalista molto alla Google. Dopo pochi minuti si inizia però a prendere la giusta confidenza, anche se continuerete a fare scoperte sul funzionamento per diversi giorni credo. La curva d&#8217;apprendimento non è bassissima, ma nemmeno troppo verticale: si capiscono le funzioni base, si vedono le nuove funzioni, ci si ambienta in meno di 15 minuti. Per il resto, ci vuole un pò.</p>
<p>Tra le nuove funzioni che ho apprezzato il concetto di <strong>Circle</strong>, cioè la cerchia da te decisa di persone (amici, familiari, lavoro, etc) con cui vuoi condividere una determinata informazione, che da una gestione della privacy immediata e molto comoda. Ottimi anche <strong>Hangouts (videoritrovi)</strong>, cioè una videochat cui possono partecipare più persone contemporaneamente e <strong>Sparks</strong> (interessi) grazie al quale potete sapere non solo cosa dicono i vostri amici di un determinato argomento, ma cercare all&#8217;interno di GooglePlus. Rinnovato rispetto a FB e molto comodo il sistema delle notifiche: oltre al tipo di evento (x ha commentato il tuo post), si visualizza l&#8217;evento stesso (ha scritto xyz) con la possibilità di interazione in tempo reale. Se considerate che trovate queste notifiche nella Google bar, capirete come lo strumento diventa immediato e pervasivo.</p>
<p>Ovviamente ottima la gestione da <strong>mobile, con Android che spadroneggia con la App dedicata, </strong>ma comunque perfettamente fruibile anche da iOS. Certo, molte funzioni necessitano di un&#8217;aggiustatina, ma come prima release direi che il lavoro è ottimo.</p>
<p>Se proprio devo trovare un difetto direi che spaventa forse l&#8217;utente medio di un social network, ma non quello avanzato. Inoltre manca ancora l&#8217;area dedicata al business, sullo stile delle fan page, mancano i gruppi, ma NON sentiamo la mancanza delle applicazioni inutili.</p>
<p>Ce la farà? Ancora è presto per dirlo, ma questa volta credo di si. Non è solo un social network con un concetto della privacy molto più avanzato, ma si candida a diventare uno strumento molto più potente di Facebook, anche se non credo che ci sarà una migrazione di massa dall&#8217;uno all&#8217;altro. Diciamo che occuperanno nicchie diverse, coesistenti.</p>
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		<title>Berlusconi, Bersani &amp; Massarotto. Dopo Obama.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 09:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono pazzo, ma solo sognatore: ieri ho visto la diretta via Facebook/Livestram nella quale Obama rispondeva alle domande della rete posta da Zuckerberg. Io sogno Massarotto che le rivolge in diretta a Bersani e Berlusconi.<span id="more-1686"></span> Mi rendo conto, è poco più che un sogno, ma immaginate cosa accadrebbe in Italia se uno o più politici iniziassero a parlare con la rete. Il mondo imploderebbe? No, semplicemente mostreremmo la faccia nuova dell&#8217;Italia agli italiani e al mondo.</p>
<p>Per questo lancio un&#8217;idea concreta, per quanto so che non sarà mai accolta: una diretta video, condotta da <a href="http://marcomassarotto.com/">Marco Massarotto</a>, identica a quella sostenuta dal presidente Obama, con domande real time dalla rete selezionate per evitare il rumore di fondo, e sostenuta dai prossimi candidati leader.</p>
<p>Berlusconi, Bersani, Casini, Vendola, leader tutti, basta ingessati conduttori televisivi, venite a parlare con la parte viva del paese, con la rete, con la pancia dell&#8217;Italia e cercate il contatto diretto che può fare la differenza in queste elezioni.</p>
<p>Se ti piace l&#8217;idea e:</p>
<p>- Sei un navigatore: linka e rilancia, hai visto mai che&#8230;</p>
<p>- Sei un politico: contattami e accetta, hai visto mai che&#8230;</p>
<p>- Se sei Marco Massarotto: ci vediamo presto, hai visto mai che&#8230;</p>
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		<title>Youtube wants you</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 16:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parte “Next up” il concorso che YouTube apre ai partner più creativi: in palio premi in denaro e corsi. A luglio i 25 vincitori, in questi giorni la presentazione di &#8220;Becoming YouTube Stars&#8221;, in collaborazione ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 19.0px Verdana} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 13.0px Verdana} p.p3 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Verdana} p.p4 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 24.0px; text-align: justify; text-indent: -24.0px; font: 13.0px Verdana} span.s1 {text-decoration: underline} span.s2 {text-decoration: underline ; color: #154fae} span.s3 {font: 9.0px 'Times New Roman'} -->Parte “Next up” il concorso che YouTube apre ai partner più creativi: in palio premi in denaro e corsi. A luglio i 25 vincitori, in questi giorni la presentazione di &#8220;Becoming YouTube Stars&#8221;, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.</p>
<p><span id="more-1659"></span></p>
<p>Youtube rilancia la leva della creatività dei propri utenti con un concorso europeo dedicato ai partners (<a href="http://youtube.com/partners">youtube.com/partners</a>), che oltre alla visibilità possono guadagnare grazie al proprio talento. Il contest si chiama “<strong>Next up</strong>” ed è dedicato ai partner YouTube di Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi.</p>
<p>E che punti su creatività, originalità e talento lo dimostra anche la cornice di presentazione del road show &#8220;<strong>Becoming YouTube Stars</strong>&#8221; organizzato <strong>in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma:</strong> per tutta la giornata oltre a presentare il programma Partner di YouTube, l&#8217;incontro ha voluto offrire spunti e idee per creare video originali, spiegare ai video maker come attirare l’interesse del pubblico della rete e trarre profitto dal proprio talento.</p>
<p>Interessanti i premi: 25 si aggiudicheranno un premio di 20mila Euro da investire nella creazione di video su YouTube o avranno l’opportunità di partecipare al ‘Creator Camp’, un seminario intensivo di 4 giorni sulle tecniche di produzione video, che si terrà il prossimo autunno a New York.</p>
<p>Le iscrizioni a  “Next up” si apriranno a fine maggio. Possono partecipare coloro che sono già partner di YouTube e hanno fino a 50mila iscritti al proprio canale. Questo l’iter del concorso:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>●      <strong>30 maggio 2011</strong> – apertura delle iscrizioni caricando un video originale di massimo 3 minuti su come il candidato userebbe il premio.</p>
<p>●      <strong>10 giugno 2011</strong> – chiusura delle iscrizioni</p>
<p>●      <strong>15-28 giugno 2011</strong>: voto della community di YouTube</p>
<p>●      <strong>luglio 2011</strong>: annuncio dei vincitori e premiazione</p>
<p>●      <strong>settembre 2011</strong>: partenza dei vincitori per il seminario</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se siete dei creativi l&#8217;occasione è interessante, e non serve essere novelli Sodebergh come dimostrano anche le parole di Sara Mormino, Head of YouTube Online Content Partnerships, EMEA,: “<em>Il programma Partner di YouTube mette a disposizione la possibilità unica di esprimere liberamente la propria creatività avendone un ritorno economico dalla condivisione dei profitti generati dalla pubblicità. Un aspirante chef, un comico emergente, un bravo ballerino o un abile oratore: chiunque può caricare un video su YouTube, coinvolgere il pubblico della rete e trarne un profitto. Con il concorso Next Up, intendiamo dare un ulteriore sostegno al talento e un segnale concreto di come YouTube intende supportare i propri partner nella produzione di contenuti sempre più professionali</em>”.</p>
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		<title>Barcellona Mobile Forum: ci siete?</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 19:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Personal]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve nota, per rinnovare l&#8217;appuntamento annuale al Forum di Barcellona dedicato al mondo Mobile: ogni anno la pattuglia di Italiani cresce, sarai dei nostri anche tu?Ci piace creare network fin dall&#8217;Italia per cui se anche ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Breve nota, per rinnovare l&#8217;appuntamento annuale al Forum di Barcellona dedicato al mondo Mobile: ogni anno la pattuglia di Italiani cresce, sarai dei nostri anche tu?<span id="more-1614"></span>Ci piace creare network fin dall&#8217;Italia per cui se anche tu vai al mobile forum perchè non ti aggreghi? Oltre a scambiarci informazioni e consigli, possiamo mettere in comune i nostri contatti, e magiarci una pizza da Montello, due sardine fritte alla Boqueria, o una birra a Barceloneta.</p>
<p>Se vuoi unirti, lascia un commento, cosi ci organizziamo!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MyFunambol: test</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 16:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MyFunambol, il servizio di Funambol che permette la sincronizzazione della rubrica del cellulare con il computer, archiviandola on line da oggi è gratuito senza limiti. Ecco il mio test.Incruiosito da un tweet di Fabrizio Capobianco ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MyFunambol, il servizio di Funambol che permette la sincronizzazione della rubrica del cellulare con il computer, archiviandola on line da oggi è gratuito senza limiti. Ecco il mio test.<span id="more-1606"></span><strong>Incruiosito da un tweet di Fabrizio Capobianco</strong> ( &#8220;Surprise: myFunambol dropped the 90 days limit. You can get a MobileMe-like account for life and for free at http://my.funambol.com/c/portal/signup&#8221; ) CEO di Funambol <strong>ho voluto provare myfunambol</strong>: una suite web based per sincronizzare i dati del cellulare con una agenda on line. Significa avere la <strong>rubrica, le foto, i calendari e le mail accessibili via web, e allo stesso tempo sempre sincronizzati con il proprio cellulare e pc/mac</strong>. Insomma se perdete il cellulare o lo cambiate non avrete problemi, idem se dovete accedere ai dati da device diversi.</p>
<p><strong>Non è un paragone azzardato</strong> dire che si tratta di un MobileMe gratuito, dato che le funzioni sono simili. Certo, MyFunambol è ancora una beta e ha molta strada da fare, ma dal test emerge subito la validità e la comodità dello strumento. Dopo la registrazione web, ho scaricato l&#8217;app dallo store Apple per il mio iPhone (3GS), si è installata velocemente e senza alcun problema. Ovviamente è disponibile oltre che per iOS anche per tutte le principali piattaforme mobili (https://www.forge.funambol.org/download/#phone).</p>
<p><strong>Lanciata l&#8217;applicazione, dopo il log in l&#8217;utilizzo è molto semplice</strong>, si sceglie cosa sincronizzare (contatti, foto etc), come sincronizzarlo (solo upload, 2waysync) e si da l&#8217;input. A questo punto se verificate sul portale vedrete che tutto è stato sincronizzato correttamente. Trovate le foto che potete condividere singolarmente e a vostra scelta su Facebook, Flickr, Picasa, etc. Potete anche sincronizzare le foto dei nominativi della rubrica con le foto di Facebook.</p>
<p><strong>Tutto perfetto? Non proprio. Premesso che il prodotto è una beta</strong>, che non è un vezzo ma la segnalazione reale di una evoluzione del software, alcune cose ci hanno lasciati perplessi. Ad esempio tra i servizi che non riesco a sincronizzare con l&#8217;iphone ci sono il calendario e le mail. Nel senso che non trovo proprio l&#8217;opzione, a meno di un clamoroso errore mio (se avete suggerimenti i commenti sono qui apposta). Aggiungo qualche noia con Safari (ho dovuto ricaricare la pagina un paio di volte per aggiungere appuntamenti e schede) e qualche funzione che manca e che troverei molto utile ((condivisione su twitter, interfaccia con dropbox o storage dedicato).</p>
<p>Per il resto direi che considerando la morte di Zyb (ora Vodafone), il fatto che Mobileme si paga, e che il prodotto è in continua evoluzione merita una prova e per me anche l&#8217;utilizzo continuo.</p>
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		<title>Linkedin e il personal branding</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 09:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Brand]]></category>
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		<description><![CDATA[Personal Branding: ossia voi S.P.A. Il vostro nome e cognome, e voi, diventate un marchio a tutti gli effetti. Linkedin ci racconta i risultati dell&#8217;indagine italiana, europea e quali sono le mosse per migliorare il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personal Branding: ossia voi S.P.A. Il vostro nome e cognome, e voi, diventate un marchio a tutti gli effetti. Linkedin ci racconta i risultati dell&#8217;indagine italiana, europea e quali sono le mosse per migliorare il vostro brand.</p>
<p><span id="more-1578"></span></p>
<p>Molti di voi di questi tempi hanno sentito l&#8217;espressione personal branding. Si tratta, per come la vedo io, di una frontiera diversa dell&#8217;esperienza lavorativa, che non viene più legata soltanto a quanto siete competenti o bravi, ma anche a quanto siete bravi a comunicarlo e a comunicarlo a tanti. Insomma la percezione che si ha di voi, si potrebbe dire.</p>
<p>LinkedIn che del network professionale e della reputazione lavorativa ha fatto il proprio business ha lanciato un  sondaggio che si chiama <a href="http://www.brandyousurvey.com/">http://www.brandyousurvey.com/</a> e permette in modo semiserio di autovalutare quanto comunichiamo e che tipo di comunicazione facciamo di noi stessi e delle nostre capacità.</p>
<p>Quattro i risultati possibili <strong>Guru Globale</strong>, <strong>Alternativo</strong>, <strong>Multibrand</strong>, <strong>Ribelle con uno scopo</strong>. C&#8217;è anche un gruppo <a href="http://linkd.in/BrandYouGroup">http://linkd.in/BrandYouGroup</a>, dove si può prendere parte alle discussioni con gli esperti di marketing del BrandYou board, che al momento ospita oltre 2.000 utenti. Insomma, un&#8217;occasione di crescita gratuita, tanto più che a supervisionare il gruppo e fornire consigli ci sono diversi esperti come Andrzej Moyseowicz di Saatchi &amp; Saatchi, John Woodward di Publicis Worldwide, David Midgely, Professore di Marketing INSEAD e Katie Ledger, Coach in comunicazione e autrice di ‘And What Do You Do?.</p>
<p>Insomma il gruppo per il livello intermedio/avanzato, il sondaggio per il beginner e per dei consigli generali.</p>
<p><strong>Kevin Eyres, Managing Director di LinkedIn Europa, </strong>spiega il senso della campagna: “<em>BrandYou è una divertente introduzione ad un argomento che riveste sempre più importanza tra i professionisti: lavorando in un mondo fatto di connessioni, come possiamo sfruttare i social media e le reti professionali per avere un vantaggio nella nostra carriera? Abbiamo collaborato con alcuni dei maggiori esperti di marketing in Europa per cercare di adattare l’idea di marketing del brand a livello personale [...]</em>”.</p>
<p>Dategli un occhio.</p>
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