Recensione Zaino Thule Crossover 32L

Vi propongo un test approfondito, durato 120 giorni, dello Zaino Thule Crossover, qui nella versione da 32 litri. Se non è lo zaino definitivo, poco ci manca: per renderlo perfetto, l’ho “hackerato”.

Io amo gli zaini. È una cosa che mi porto dietro da quando andavo a scuola e nel corso degli anni ne ho posseduti di ogni colore, forma, materiale, dimensione, destinazione d’uso. Da quando lavoro nel mondo del digitale ho provato anche le messenger bag, le borse da lavoro “serie”, in pelle, tessuto e miste. Ma per quanto abbia sempre posseduto ottimi prodotti, lo zaino vince su tutto.

Requisiti dello zaino ideale

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere uno zaino da lavoro, specie per chi lavora nel digitale? Deve essere capiente, per potere trasportare tanta roba. Macbook pro, iPad, blocco note (si, scrivo su carta), cavi, hd esterno, power bank, alimentatore, cuffie on ear. E poi reflex con obiettivo, una GoPro, il mio amatissimo thermos da viaggio (vedi qui).

Deve essere robusto, resistere ad un acquazzone, avere un botto di tasche per organizzare tutto (tra cavi, schede, batterie, è un must!!), deve essere guardabile per evitare di sembrare sul seti di Mad Max, deve essere comodo e deve avere un costo ragionevole.

Thule Crossover 32L

Alla ricerca dello zaino perfetto mi sono imbattuto in questo Crossover 32L della Thule. Posso dire che è un prodotto eccezionale. Grandissimo, capientissimo, organizzatissimo. I superlativi si sprecano. Costruito con un nylon super robusto ha uno scomparto posteriore imbottito per Mac e iPad (ognuno nel suo alloggio), più lo spazio per il quadernone.

La tasca centrale ha due tasche in rete e uno spazio molto ampio nel quale metto alimentatore, cuffie e reflex. A questo proposito ho fatto un piccolo hack: siccome non mi piace che la mia attrezzatura possa prendere colpi e danneggiarsi ho comprato e inserito questa imbottitura interna taglia grande. Dentro metto camera, obiettivo, GoPro.

Nella tasca anteriore spazio per HD esterno, cavi e cavetti, adattatori, penne e pennarelli vari. Nella “sovratasca” con apertura a gancio metto Kway e il mio mostruoso powerbank da 26000.

Da segnalare la presenza di una tasca superiore con scocca rigida rimovibile dove inserisco router portatile, schede di memoria, e varie cose minute tipo batterie di ricambio, e di due tasche laterali elasticizzate, una perfetta per il termos, l’altra per riporre gli occhiali.

Ottimo lo schienale, traspirante, gli spallacci (morbidi e traforati) unibili attraverso una fibbia centrale che si può fare scorrere su un micro binario per regolarne l’altezza. Sotto troviamo una maniglia che ha la doppia funzione, di preservare il fondo dello zaino e renderne più agevole il recupero da scompartimenti e bagagliai di aerei e treni.

Test su strada

Siccome le cose si comprano per essere usate scrivo questa recensione dopo 120 giorni di utilizzo reale in ogni condizione. Significa sotto la pioggia, in aereo, sul treno, nel bauletto di una moto, in uno scenario operativo (cioè da tre clienti poggiato in ogni dove), in riunioni, in auto, in metropolitana.
In tutte questi scenari non posso che promuoverlo a pieni voti, non ha mai mollato un colpo, e ha protetto l’attrezzatura perfettamente. Addirittura ho scoperto, quando lo zaino mi è scivolato per evitare un idiota che parlava al telefonino mentre era in scooter, che anche il fondo è imbottito e quindi Mac e iPad sono super protetti.

Se proprio dovessi fare un appunto migliorerei dimensioni e disposizione di alcune tasche interne e aggiungerei la possibilità di avere accessori dedicati per i diversi usi, come quello fotografico leggero.

Conclusioni

Prodotto promosso a pieni voti: se il vostro ufficio è un Mac, una reflex, e tutti i contorni vari questo è al momento lo zaino definitivo. Non è uno zaino fotografico, ma il meglio di due mondi: come tale mostra limiti in entrambi, ma è perfetto per l’uso quotidiano, e anche per qualche extra.

PRIMA DI ANDAR VIA – Se rappresenti un’azienda e vuoi farmi testare i tuoi prodotti per una recensione trovi tutti i miei riferimenti qui: Contatti

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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