Il parlamento europeo ha deciso sui nostri dati.

Mentre sonnecchiate, decidete di referendum iperbolici, e pensate alle prossime vacanze il parlamento europeo ha deciso come e dove potere usare i vostri dati.

Il terrorismo è un problema molto visibile, ma in Europa avevamo noie da tempo anche con criminalità organizzata, truffatori transnazionali, e imprese non proprio trasparenti nell’uso del denaro. Così, il Parlamento Europeo, risvegliatosi bruscamente dal fuoco ideologico legislativo che lo portava ad occuparsi degli zero virgola zero zero zero uno e dei formaggi fatti senza latte, ha deciso che l’implosione della baracca sotto il fuoco, spesso amico, di ideologie, pseudo valori e questioni di lana caprina non era cosa buona e giusta.

Primo passo, un pacchetto di misure per portare l’uso dei dati e la loro protezione nel 21esimo secolo. In Italia sostituirà le norme sulla privacy e si basa su due elementi fondanti: una stretta regolamentazione all’uso dei dati da parte di industrie e governi, e un pacchetto di norme ed eccezioni per l’uso da parte di polizia e autorità investigative. Insieme al PNR, cioè la Passenger Name Records che regola un uso comune dei dati dei passeggeri da parte di compagnie e governi, è il primo passo di un processo che potremmo chiamare “Big Data vs European Villains vs Privacy“.

In pratica: più diritto all’oblio (e questo non sono sicuro sia un bene in determinati casi), zero burocratese nello spiegarvi come useranno i vostri dati, meno facilità nello scambio di dati fra social network, protezione della privacy in caso di eventi che vi coinvolgano come vittime di reati in UE. Fanno da contraltare una maggiore facilità d’accesso a banche dati comuni da parte delle forze dell’ordine er il rafforzamento nella creazione delle stesse banche dati.

Spero sinceramente che non diventi un big brother illuminato. In inglese un bel video che spiega tutto e vi permette di farvi una vostra opinione.

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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