Zaino Tamrac 5788 Evolution 8 la mia recensione

Complici nuove esigenze lavorative, ho deciso di passare, per i viaggi, da una borsa in pelle allo zaino tecnico (ma non da rocciatore). La scelta dopo tante analisi è caduta su uno zaino Tamrac Evolution 8: vi racconto come va.

Da qualche mese ho ricominciato per lavoro a fare la trottola in Italia e a volte all’estero. Relegata la mia amatissima borsa di pelle al quotidiano l’ho dovuta mettere da parte in caso di trasferte: avete idea come si riduce in treno/aereo/bus/conferenze? Senza contare la difficoltà di fare una intera giornata con la borsa a tracolla.

Ho quindi iniziato la ricerca di uno zaino che mi permettesse di trasportare comodamente tutta l’attrezzatura che mi porto appresso: un corpo macchina reflex, due obiettivi di cui uno tele 70-200 f2.8, un macbook pro, un ipad retina, caricabatterie vari, cavi, batteria di emergenza, router 4G, le mie adorate cuffie Sony di tipo on ear, un bloc notes, biglietti da visita, maglietta di ricambio, kit igiene personale, ammennicoli vari. Un bel po’ di roba come potete vedere dalla foto (e manca qualcosa):

Contenuto zaino tamrac evolution 8

Il contenuto dello Zaino

LA SCELTA – Ho iniziato le ricerche e sono arrivato, dopo avere letto forum, recensioni su Amazon, blog, consigli degli amici, e consigli giunti via FB, ad una finale: i candidati erano Tamrac Evolution 8, Lowepro Fastpack 350 Aw, Booq Boa Flow XL (inserito dopo questa recensione di Luca Sartoni), Manfrotto 3N1-35 PL Zaino. Come caratteristiche comuni tutti hanno dalla loro tre scomparti (uno pc, uno foto, uno “altro”), la modularità (possono modificare gli spazi interni in base alle esigenze), la capienza ampia, la (quasi) compatibilità con le dimensioni di un bagaglio a mano, la robustezza, l’essere A.C.G. (all conditions gear).

Scartato subito per questioni di prezzo il Manfrotto, dato che quasi triplica la cifra degli altri, resta per me quello con il design migliore. In ballo rimangono i tre precedentemente elencati, ma il Booq ha per me un difetto, porta una reflex, ma non un secondo obiettivo. Ha più spazio dentro, ma non è ciò che cerco: un po’ a malincuore scarto anche lui. La finalissima è tra LowePro e Tamrac: scelta estremamente difficile in quanto gli zaini si equivalgono praticamente in tutto. Decido infine per il Tamrac Evolution 8, perché rispetto al LowePro ha due caratteristiche che me lo fanno preferire: anche la copertura dello scomparto superiore è imbottito, e posso estrarre la macchina fotografica rapidamente da entrambi i lati dello zaino (sono mancino anche se scatto con la destra). La spallata alla decisione finale arriva da una mail di promozione che me lo offre a 99 euro.

PRIMO CONTATTO – Tirato fuori dalla scatola la sensazione di robustezza è massima, siamo al livello del mio precedente usato e abusato Expedition 7x, che è pensato però per ben altro tipo di utilizzi. Molte tasche, Cordura esterno di ottima qualità, bella sensazione di solidità al tatto; cuciture e zip sembrano robuste, un po’ misera la soluzione per il treppiedi, ma capisco che bisognava sposare portabilità e funzionalità. Lo schienale, sul quale avevo dei dubbi, dal vivo è meglio di ciò che credessi, anche se rimando il giudizio al mio giro di prova serio in condizioni di utilizzo reale. Sulla parte frontale ci sono anche dei passanti per una corda elastica (soluzione mutuata dal mondo dell’alpinismo) e in una tasca laterale la coperta antipioggia, che personalmente avrei messo in un piccolo scomparto alla base liberando così spazio. Discreto l’appoggio a terra con due piccoli piedini che all’occorrenza fungono anche da passa cinghie.

Proviamo subito a caricare tutto il materiale di cui sopra e vediamo come si comporta. Ho qualche dubbio per l’iPad che rischia di essere un jolly da dovere sistemare, ma dopo qualche perplessità lo posiziono, seppur in modo millimetrico, sia nella tasca superiore a fare da sfondo allo scomparto, sia sopra le ottiche incastrato contro la parete apribile ed imbottita. Nessun problema per il MacBook nella tasca dedicata, anche se avevo letto di alcune difficoltà in diverse recensioni: personalmente preferisco ci stia a misura, anziché dargli la libertà di muoversi come preferisce. Nessun problema per la reflex, le ottiche, di cui una come vedete molto ingombrante, grazie ai divisori imbottiti interni che posso spostare anche in funzione di quello che decido di portare. La flessibilità offerta, vale buona parte del prezzo dello zaino. Cavi e caricabatterie sono divisi tra lo spazio superiore, lo spazio “fotografico” e le tasche laterali.

Dopo avere caricato tutto provo sia la configurazione zaino classica (con e senza cinghie in vita e sterno) che il monospalla. Lo zaino si presenta molto equilibrato, e la prova di estrazione rapida dalle tasche laterali è ok. Ovviamente aspettatevi praticità e rapidità, ma niente estrazioni alla Ok Corral; rilassatevi, tanto nessuno di noi è Capa durante la guerra civile spagnola. Con il monospalla dopo un po’ il peso si sente e personalmente si sente anche il bisogno di cambiare spalla, cosa non agevole. In configurazione zaino occhio a ben bilanciare i pesi, se no dopo un po’ sentirete una spalla più affaticata dell’altra.

TEST IN VIAGGIO – Fatte le prove “statiche” ho deciso di portarlo con me in un lungo giro tra tre aeroporti, tre città, quattro meeting, conferenze, vari passaggi in metro/bus/strada, per un totale di 12 giorni. Partiamo dalle dimensioni: scelto per le misure compatte, ha superato con serenità uno dei test più temuti, la famigerata gabbietta misure di Ryanair (qui ne parla Zerocalcare). Se passa con loro, passa con tutti. E anche a bordo entra perfettamente nelle cappelliere, anche le più striminzite: ho testato su EasyJet, Vueling e Ryanair. Il problema è, casomai, spiegare ai vostri vicini che non è bello mettere un incudine sul vostro zaino.

Portandolo in giro, con tutto il mio carico il peso si sente, ma se è ben distribuito non avrete problemi: con baricentro basso, lo schienale mi sorprende piacevolmente per morbidezza e aerazione. Sarà che ho visitato città fredde, ma non ho dovuto affrontare i tanto temuti fiumi di sudore.

Ottima la protezione di tutti gli oggetti: se disposti con criterio aumenta la capienza e la protezione è davvero a prova di bomba. Ok, non è l’Expedition, ma anche qui il contesto tipico di uso per me è urbano: per il trekking uso altro. Indispensabile la coperta antipioggia sotto la pioggia per garantirvi serenità mentale.

CONCLUSIONIL’evolution 8 è un ottimo zaino, che esegue in maniera eccellente il proprio compito. Protegge, trasporta, aiuta, e non si risparmia in nessuno di questi compiti. Pensato per urban adventure, globe-trotter, nomadi digitali, regala grandi soddisfazioni. Dove personalmente trovo qualche cosa da ridire è nel design: se il gusto è soggettivo (non è brutto, ma nemmeno fa gridare al miracolo), non lo è il design inteso come ingegnerizzazione del prodotto.

Partendo dalla tasca di accesso al vano superiore avrei disegnato diversamente la cerniera per poter estrarre ed entrare gli oggetti con più facilità: il rischio a volte è di dovere forzare per fare entrare tutto. La capienza c’è, lo spazio di ingresso meno. Immagino che ha quella forma per evitare che gli oggetti possano rovesciarsi aprendo il comparto, ma davvero non si poteva trovare una migliore soluzione?

Avrei poi spostato la copertura antipioggia sul fondo liberando una tasca. Avrei inserito la corda elastica per cui è predisposta (immaginate che comodità con treppiedi & co.). Infine per differenziarmi da tutti i miei competitor avrei reso il sistema di riposizionamento spazi interni ancora più flessibile. Come? Semplicemente avrei dato la possibilità di spostare il fondo della tasca superiore in alto o in basso; in questo modo avrei potuto stabilire io le percentuali di uso della zona “foto” e della zona “altro” in base alle esigenze del singolo viaggio.

Commenti aperti per le vostre opinioni, correzioni ed esperienze d’uso.

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

2 commenti

  1. bernardo   •  

    Ciao!
    Ho letto con piacere la tua personale “recensione” dello zaino e mi domandavo cosa usassi per i trekking più impegnativi!

    Grazie
    Bernardo

  2. Roberto Chibbaro   •     Autore

    Ciao grazie per i complimenti: per il trekking in “ambiente ostile” uso un Expedition 7 sempre di Tamrac, anche se penso sempre più di disegnarmene uno da solo…

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