Da iPhone ad Android e ritorno.

E’ meglio iOs o Android? Storia del passaggio da iPhone ad Android, 90 giorni di uso esclusivo, e ritorno ad iOS con 5 mesi reali di utilizzo dei due maggiori sistemi operativi per smartphone.

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Non ho mai amato le esclusive: come dice un mio amico devo fedeltà solo alla bandiera e a mia moglie, e sulla prima ogni tanto vengono dei dubbi. Ecco quindi cosa ho imparato, usando iOs e Android, nella versione “pure google experience” del Nexus 5.

FATTO – A Novembre 2013 scade il contratto con il mio operatore e per un disguido tecnico il nuovo iphone non può essermi consegnato prima di fine gennaio. Ormai l’iphone 4 precedente è andato e mi serve un telefono: la scelta, in attesa del nuovo 5s, ricade su un Nexus 5 32 GB che mi colpisce sin da subito per prezzo e caratteristiche. Ordinato, mi arriva 12 giorni dopo. Tornerò ad un iPhone il 26 gennaio, dopo circa 78 giorni.

IMPRESSIONI – Il salto è forte, sia per le (molte) diversità tecniche, sia per l’esperienza d’uso, a dispetto di chi dice che i due OS si copiano a vicenda. Venendo dal display dell’iPhone 4, il primo impatto con i 5 pollici full hd del Nexus è forte. C’è più spazio, maggiore definizione, la navigazione è più agevole, ma non dovunque arrivo con il pollice, dovendo a volte fare diversi equilibrismi.

Facile, veloce, è davvero un gran telefono, ma iniziano subito a mancarmi alcune cose: partiamo da qui. Provo la sincronizzazione della rubrica e Android decide di buttarci dentro tutto e di più. Gente a cui ho risposto solo una volta via mail, account di fb, hangout, Google voice. La rubrica diventa in un secondo piena di inutilità, tanto più che di alcuni contatti non ho il numero dato che non mi interessa.

Altri difetti, sempre sul lato esperienza utente, la gestione dei contatti preferiti (ehi decido io chi ci voglio dentro, non tu Android!), la sincronizzazione delle playlist (uso un mac e iTunes lo mastica solo via programma di terze parti), e il vero CHAOS A.D. (per citare un famoso disco) la gestione SMS. La procedura è controintuitiva, dato che per scrivere il numero a cui mandarlo, devi passare dalla schermata cerca (tra i contatti sembra) e solo dopo appare la scritta invia sms a. Questo tralasciando la dicitura Hangouts, che non lascia presagire proprio nulla e mescola hangouts e sms. Bocciatura senza appello.

Dove invece manda ko iOS è sul sistema di immissione testo: lo swipe è fantastico e sull’iphone mi manca tantissimo, velocizza e migliora il testo in maniera incredibile. A sorpresa pareggio tra ok Google e Siri, mentre il primo riconosce il 100% di ciò che detto inclusi cognomi che Siri non digerisce nemmeno con le cannonate, il secondo mi da un’esperienza decisamente migliore. Ok Google vince con il sistema schede informative (ma detesto le iniziative che prende in autonomia come tracciare i miei pacchi), Siri è imbattibile con le istruzioni da fare eseguire al telefono (fai x, fai y).

Sugli store solo una nota: ormai si trova la stessa app su entrambi i sistemi, ma sull’App Store la qualità è migliore (la quantità di crapware e programmi dubbi su Play Store è notevole). Infine una pecca per me antipatica: trovare delle cuffie compatibili con il Nexus è stato complesso.

CONCLUSIONE – Ritornato su iPhone mi sono sentito nuovamente a casa, ma è come tornare da un grande viaggio in moto in territorio selvaggi: a casa sto benissimo, ma un po’ di nostalgia per i luoghi visti rimane.

UPDATE Febbraio 2015 – Il problema lamentato con gli SMS su Android è stato risolto con Messenger, la nuova app per gestire gli sms di Google. Per quanto riguarda Swipe anche se adesso è disponibile su iOS, l’esperienza Android rimane nettamente superiore.

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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