Liquid Feedback, la mia prova

Da quando l’ho visto per la prima volta in uso è passato qualche anno, ma liquid feedback è un prodotto straordinario per il decision making di politica, associazionismo, gruppi di vario genere. Peccato per la pessima usabilità.

Probabilmente molti di voi avranno sentito parlare di “Liquid Feedback” in qualche telegiornale o magazine on line, perchè è una piattaforma che vorrebbe adoperare il Movimento 5 Stelle. Ma c’è molto di più di quello che immaginate, e anche molto di meno: in entrambi i casi è uno strumento che dovreste provare se fate parte di un gruppo, di un movimento o di una associazione.

Per sgombrare il campo dagli equivoci, Liquid Feedback è un software open source che permette di esprimere le proprie idee e di farle votare. Non solo, permette anche di raccogliere feedback sulle proprie proposte, o di farne di contrarie. Fin qui nulla di nuovo. Dove invece c’è la vera innovazione è nello scopo che permette di disintermediare la propria volontà da strutture dirigistiche e nel meccanismo di funzionamento  che permette di usare il cd. metodo Schulze, ossia il voto di preferenza quantificato.

Funziona cosi: se Tizio fa una proposta, Caio un’altra, Sempronio una terza, Mevio una quarta, l’elettore oltre a potere proporre una propria soluzione autonoma, è chiamato a votare quelle degli altri con una preferenza. La soluzione A è meglio di B, che è meglio di C, mentre D è ultima tra le mie preferenze etc etc…

E’ assolutamente funzionale, permette con alcuni accorgimenti (ad esempio l’identificazione unica degli iscritti, controllo delle deleghe) di essere attendibile, aiuta a non essere vittima della maggioranza attivista. Puoi persino delegare (o revocare tale delega) se non hai troppo tempo da dedicare alle votazioni.

Ha pero diversi difetti, che pur non inficiandone la validità, ne inficiano l’usabilita. Anzitutto l’installazione, per un software che si propone per le masse (ONG, associazioni, partiti, etc.) è abbastanza complessa: non è da tutti, e bisogna ragionarci su un pò. Secondariamente l’interfaccia grafica avrebbe bisogno di un bravo esperto in UI, dato che non tutto è a portata di mano, e a volte ti spinge a fermarti e a ragionarci su, rimanendo sempre con un dubbio. Infine penso che le deleghe devono essere limitate e limitabili (se c’è l’opzione io non l’ho trovata).

In ogni caso, vale la pena farci un giro su, la strada è tracciata.

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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