I motivi per non fare una startup in Italia

Se persino il governo dei super tecnici vara provvedimenti da dilettanti allo sbaraglio, forse è il caso di capire perché in Italia non è il caso di aprire una startup. Da un mio recente post su Facebook ecco una lista dei principali motivi.

Chi come me ha lo startup d’impresa nel sangue, in questo paese soffre maledettamente. Ho provato a capire se fosse una sensazione condivisa e dopo un post su Facebook ho raccolto problemi e lamentele a tutto spiano (tra parentesi il nome dei suggeritori).

Se vi va aggiungete i vostri motivi.

  • In Italia le tasse, sommate tra loro, a fine anno portano via tra il 55 e 58% di quanto prodotto. Semplicemente ridicolo: avremo anche un tasso di evasione alta, ma per gli sprechi abbiamo il record assoluto.
  • La burocrazia italiana è una delle più complesse, farraginose, inutili. Rallenta gli investimenti, complica il lavoro di coloro che hanno un’azienda, e come se non bastasse spesso la P.A. ha dipendenti stanchi, svogliati, incompetenti (quando presenti).
  • In Italia abbiamo la Pec, la posta certificata. E’ ridicolo che serva un meccanismo, ulteriore e burocratico, per mandare mail alla P.A.
  • Serve un certificato antimafia pure per comprare la carta igienica. Ma se questi certificati li fornisco allo Stato, non può verificare lo Stato da solo? (Gianni Leggio)
  • Il DURC che ti viene richiesto ogni tre per 2 dallo Stato. E tu a chi devi andarlo a chiedere? Allo stesso Stato che te lo ha chiesto. (Massimo di Santo)
  • Il régime dei contratti di lavoro (Simone Tornabene)
  • Il pagamento delle fatture a 90 giorni di media (S. Tornabene) e aggiungo io il pagamento iva in ogni caso.
  • Equitalia che è diventata un leviatano senza controllo.
  • Non è possibile compensare debiti e crediti tra stato e aziende. Quindi posso avere 50 euro di debito, 50 milioni di credito e avere un’azienda insolvente. (Paolo Carrasi)
  • La giustizia civile ha tempi biblici: oggi la prima udienza di una nuova causa è a 30/40 mesi circa…
  • Le regole sono uguali per tutti, ma per alcuni sono ancora più uguali. (Francesco Micali)
  • Una corruzione da repubblica del terzo mondo.
  • L’inps da pagare anche se si guadagna zero (Federico Fasce)
  • Devi pagare due volte i contributi se sei amministratore di una srl e socio. Ma non hai due pensioni.
  • Il fatto che non puoi licenziare i coglioni e gli sfaticati (Marco Massenzio).
  • Anche quando provano a fare un provvedimento di aiuto alle startup (le SRL “semplificate”) i provvedimenti sembrano redatti dall’armata Brancaleone.
  • Il linguaggio della burocrazia (Emilio Monti).

E voi cosa suggerite…

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

2 commenti

  1. Daniele   •  

    Premetto che il succo generale di questo post è condivile e corrisponde alla realtà, ma credo sia opportuno fare alcuni appunti: mi pare che lo spirito sia troppo critico.

    – Dire che “avremo anche un tasso di evasione alta, ma per gli sprechi abbiamo il record assoluto” è una visione forzata. L’evasione ammonta a cira 140 mld, se solo ne recuperassimo 60-80 per ogni bilancio annuale avremmo un elenco infinito di tasse che si potrebbero ridurre (irpef di un paio di punti a scaglione, accise per decine di centesimi, un paio di punti di iva, cuneo fiscale etc etc). Non credo si possa dire che ci siano 140 mld di sprechi, sui quali peraltro penso che ultimamente ci sia una inversione di tendenza (tagli a auto blu, consulenze, dirigenti e funzionari pubblici, ministeri, aerei di stato, tetto a stipendi di dirigenti dl PA e delle partecipate, centralizzazione acquisti PA etc etc).

    – Su certiciati antimafia Durc, mi pare un po’ semplicistico il ragionamento. Sono due presidi fondamentali e anche simbolici contro illegalità e abusi sul lavoro. Se si eccede in burocrazia, avanti con le semplificazioni. Ma tanti certificati importanti vengono rilasciati dallo Stato e richiesti da altri uffici dello Stato. Non sempre si può pretendere che lo Stato faccia tutto da sè, se no non possiamo chiedere che si riducano gli organici elefantiaci.

    – Su Equitalia. Torno al concetto di prima: in un paese di manigoldi le misure eccezionali sono inevitabili. Tutti noi se abitassimo in un quartiere pieno di delinquenti chiederemmo la militarizzazione, anche a costo di trovarsi sempre in mezzo ai posti di blocco e in un clima oppressivo. Certi eccessi di Equitalia sono ormai noti, alcune correzioni sono state fatte (maggiori rateizzazioni) e tutte quelle necessarie le invoco io come tutti. Ma siamo un paese di evasori, imbroglioni, consideriamo l’evasione non una furto ma un comportamento fisiologico, quasi inconsapevole. Ci meritiamo il redditometro. All’estero ci sono metodi anche più duri, dal carcere alle dichiarazioni dei redditi online fino al prelievo preventivo maggiorato e poi restituito se è tutto in regola (Germania).

    – La compensazione crediti/debiti esiste, magari non sempre esigibile e non per tutti ma c’è, così come adesso tutte le imprese con fatturato fino a 2 mln possono usare “l’iva per cassa”, almeno per 12 mesi.

    – I licenziamenti per ragioni economici sono più liberi, e mi pare una cosa ormai logica, la fotografia di una realtà inevitabile.

  2. Roberto Chibbaro   •     Autore

    Daniele, senza volere fare il grillino (Dio ci liberi dagli incompetenti di buona volontà!) ti preciso alcune cose:

    – Gli sprechi italiani sono una leggenda: le auto blu sono meno di mille in UK, qui da noi circa 68mila, Napolitano spende 4 volte Buckingham Palace, dipendenti pubblici inutili +70% in 10 anni, il parlamento sperpera in barba ai divieti per i comuni mortali (reversibilità della pensione ai compagni non sposati anyone? Asciugamani da 400 euro, pranzi pagati da noi etc), in Sicilia abbiamo buchi alla sanità per 5 miliardi di Euro, il Lazio da rimborsi tripli ai partiti e assume con buchi di bilancio, i comuni hanno debiti per progetti mai terminati e sprechi vari che secondo l’anci assommano a oltre 80 miliardi, posso continuare all’infinito. A proposito, ieri il MAE non ha tagliato le carriere di nessuno, solo i precari 🙂

    – Lo stato non sa se sono in regola come contribuente? Allora meritiamo l’evasione. Che stato è quello dove la destra non sa cosa fa la sinistra? Lo stato DEVE verificare in AUTOMATICO ogni volta che chiedo un servizio. Negli USA è così, e beccano praticamente tutti.

    – Equitalia: sarà che rateizzano, ma sapevi che in caso di loro errore non c’è autotutela? Che anche se la commissione tributaria ti da ragione, intanto possono bloccarti e crocifiggerti?

    – I licenziamenti per ragioni economici sono una barzelletta. Sapevi che se vengo a trovarti in ufficio spesso, così, per amicizia, posso farti causa e chiedere di essere assunto? E sapevi che il giudice invece di farsi una risata mi darà ragione (visto con i miei occhi).

    E’ un paese che deve cambiare marcia, senza se e senza ma.

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