Agenzia Entrate: il bollo ora c’è, ora scompare.

Dopo gli annunci di software ultra avanzati, computer con le capacità di SkyNet e spade laser, l’agenzia delle entrate oggi compie un nuovo prodigio: ha un sito web che non usa.

Devo confessarvelo, sono preoccupato. Ho visto i rappresentanti dell’agenzia delle entrate sui vari tg nazionali, mentre annunciavano che ormai, grazie a software senzienti migliori di HAL 9000, l’evasione sarebbe stata sconfitta. E ci ho creduto, ho creduto che davvero i dipendenti avrebbero usato software, web e informatica contro questa piaga italiana. Già volevo salire sul tetto di casa e sventolare, orgoglioso, il tricolore.

Poi, all’improvviso, la doccia fredda. Mi arriva una multa per un bollo 2009 non pagato. Sono sereno, ho una contabilità ed un archivio su carta e digitale degno del ministero del tesoro americano (non scherzo, su queste cose accetto volentieri il termine di paranoico come un complimento, anche se riduttivo). In 2 secondi netti estraggo la ricevuta.

Quello che mi preoccupa però è che CHIUNQUE, ma dicasi CHIUNQUE, via web, può fare una interrogazione con il mio numero di targa e sapere che HO PAGATO. E sapete dove fa l’interrogazione il signor chiunque? Esatto, sul sito dell’agenzia delle entrate. La stessa agenzia che mi ha erogato la multa. Quindi abbiamo una situazione schizofrenica dove a fronte di una contestazione per mancato pagamento posso ottenere DALLO STESSO ENTE un certificato che attesti il regolare pagamento.

Questo, per me, è l’emblema dello spreco nella pubblica amministrazione. Il massimo del bizantinismo imperante che trascina questo paese nelle spire dello spread, nella bolgia della recessione, nel girone infernale del debito pubblico.

Se anche tu lo pensi, condividi questo post su Facebook, Twitter, Google+, vediamo se riesco a farlo arrivare ad Attilio Befera.

 

 

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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