Decreto sviluppo e SRL semplificate

Il governo, dei tecnici illuminati, presenta il decreto sviluppo. Parla anche di SRL semplificate. Creando pasticci tali che il sottotitolo di questo pezzo potrebbe essere “are you fucking kidding me?”.

Ricordate le SRL Semplificate? Quelle senza spese e con capitale sociale di 1 euro. Bene, già prima non servivano a nulla, adesso il governo le ha affossate definitivamente. Ecco il testo che rivede la normativa:

S.R.L. Semplificata

1. All’art. 3 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a)nella rubrica, le parole “dei giovani” sono soppresse;
b)il comma 2 è sostituito dal seguente:”con atto di natura non regolamentare del

Ministro della Giustizia è adottato, su proposta del Consiglio nazionale del notariato, il modello standard cui devono conformarsi l’Atto costitutivo e lo Statuto, con la conseguente nullità di ogni clausola modificativa o integrativa, sostituita di diritto dalla corrispondente previsione del modulo”;

c)il comma 3 è sostituito dal seguente: ”3. L’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese sono esenti dal diritto di bollo qualora i soci siano di età inferiore a 35 anni e non sono dovuti onorari notarili”;

d)Il Ministero della Giustizia fissa l’importo massimo per il rimborso delle spese generali che il Notaio può chiedere nel caso in cui i soci abbiano età superiore ai 35 anni.

2. All’art. 2463bis del Codice Civile, come introdotto dal decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a)Al primo comma le parole: ”che non abbiano compiuto i 35 anni di età alla data della costituzione”, sono soppresse;

b)Il quarto comma è sostituito dal seguente: “una quota pari al 25% degli utili netti risultanti dal bilancio approvato annualmente è imputata a riserva indisponibile sino a che questa unitamente al capitale raggiunge l’ammontare di 10.000 euro.

 

Quindi tradotto per il resto del mondo: esco dalla porta, rientro dalla finestra. Infatti: se hai più di 35 anni il notaio può chiederti un forfait massimo da stabilire, l’atto costitutivo lo decide l’ordine dei notai, se hai più di 35 anni paghi spese e bolli. Nessuna menzione circa le altre spese (registri, camera di commercio, etc). Infine ciliegina sulla torta: ogni anno devi mettere da parte il 25% degli utili fino ai vecchi 10mila euro.

Forse il decreto potevano chiamarlo “quer pasticiccio brutto de palazzo Chigi” con buona pace di Carlo Emilio Gadda.

 

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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