Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? UPDATE

Fino a quando rimarremo in silenzio? La rete è sotto assedio, censura, mutilazioni varie e assortite. Una riflessione sul caso di oggi: Vasco contro Nonciclopedia.

Leggo con tristezza infinita che uno dei miti italiani del rock, Vasco Rossi, ha denunciato il sito satirico Nonciclopedia. Si, parliamo proprio di Vasco, quello che riempiva gli stadi più di Madonna, Stones e gruppi vari, che a quanto racconta il Post decide che per una pagina, quella dove lo si diffamava o prendeva in giro a seconda dei punti di vista, va fatta una causa che i gestori non possono permettersi, dovendo quindi chiudere il sito.

Nonciclopedia non era ne un sito particolarmente divertente, ne particolarmente rappresentativo, tranne che di una cosa: la libertà della rete. Che non è mai diffamazione, dato che i gestori si erano offerti di rimuovere i contenuti giudicati diffamatori dai legali di Vasco, ma possibilità di dire la propria. Anche se stupida, inutile, nonsense appunto.

A questo punto, una riflessione urge: per quanto tempo rimarremo in silenzio? Fino a quando guarderemo gli attacchi (giusti o meno) alla rete, che portano via un pezzo di libertà alla volta, e ci gireremo dall’altro lato? Credo che ci sia un punto oltre il quale non si possa e non si debba andare. Un punto raggiunto il quale ci si debba alzare in piedi e dire: “no, più in là di cosi non si può”. La rete ha gli anticorpi per farlo.

Chiudo lanciando un appello agli amministratori di Nonciclopedia: vi va di lanciare una pubblica sottoscrizione via paypal per aiutarvi con le spese legali? Com’è che diceva quella formuletta? United We Stand?

AGGIORNAMENTO – Pace fatta tra Vasco e Nonciclopedia.

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

Rispondi