The Economist preview: distruggere internet

Lo so, io e l’Economist non siamo amici, ma manteniamo un rapporto civile. Nella preview che mi hanno inviato oggi dicono cose interessanti e che sposo. Quindi ve le segnalo.  Non ho mai amato particolarmente “The Economist”  come forse saprete se avete letto qualcuno dei miei articoli passati. Ho sempre rimproverato loro un attegiamento verso l’Italia troppo carico di livore anche quando immotivato e inutile. Eppure, dato che anche un orologio fermo segna l’ora giusta almeno due volte al giorno, quando scrivono cose che condivido li cito e li sposo.

Ho appena ricevuto la preview del numero in edicola da domani, e come posso non segnalarvi il triste ma reale pezzo sulle proposte di alcuni governi di mantenere un certo controllo sulla rete?  L’articolo si intitola “In praise of chaos” (sezione Leaders) e già qui ti viene voglia di prendere il telefono e chiamare qualche politico per chiedere: “Pronto, McFly? C’è nessuno in casa?”.

Poi fortunatamente va peggio. Perchè c’è anche l’articolo di copertina “Be afraid” sullo stato e le prospettive sempre più scure dell’economia mondiale in mano a politici poco coraggiosi e convinti (sezione Leaders). Insomma la storia di Merkel, Sarkò, Cameron e BCE ostaggio di banche d’affari, sppeculatori e compagnia (poco) bella.

Erano anni che non vedevo due pezzi interessanti, e condivisibili insieme. Compratelo domani, merita.

PS se ancora vi è rimasto un pò di buonumore vi vorrei segnalare il mio nuovo idolo: Alessio Rastani. Al di là dell’impostazione nazional popolare della sua pagina, del personaggio molto casareccio, uno che va sulla BBC e dice “Goldman Sachs governa il mondo, non i governi” va solo abbracciato.

 

 

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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