Startupvisa l’idea vincente USA – UPDATED

Se vi dico Startup, pensate subito alla Silicon Valley. Ma la Silicon è negli USA, e il primo problema per chi ha idee, mezzi, capacità non è arrivare in america ma restarci. Ecco la proposta che può cambiare tutto: Startup Visa.

Mentre noi parliamo di leva fiscale per fare rientrare i cervelli italiani in fuga, gli imprenditori americani, quelli che hanno reso possibile non solo Google e Facebook, ma anche per dire una completa mappatura del DNA umano, lanciano una proposta che potrebbe davvero sparigliare le carte a tutti, Cina inclusa: lo Startup Visa Act.

Cos’è? In pratica hanno visto che  90% dei nuovi posti di lavoro in USA sono stati creati da startup, e di queste moltissime sono state fondate da stranieri che dopo un certo periodo hanno dovuto fare armi e bagli e tornarsene al loro paese d’origine, facendo cosi guadagnare know how all’estero e facendo perdere nuovi posti di lavoro che potevano essere creati. Parliamo di decine di migliaia di possibili lavori, tutti altamente qualificati.

Quindi, perchè non creare un visa, cioè un permesso di soggiorno per gli startuppari? Requisiti discretamente popolari: investimenti da 250 mila dollari (circa 180mila euro) di cui 100 mila americani. Dopo un articolo su TechCrunch, i promotori della legge hanno abbassato a 100mila dollari gli investimenti. Capita la furbata? Portami le idee, e anche i soldi, e noi ti apriamo le porte del paradiso (dello startup).

Detto fatto: si è creato un movimento d’opinione bipartisan, sostenuto da maggioranza e opposizione, dai giornali economici (Bloomberg incluso ad esempio), e in discussione per l’approvazione a brevissimo. Com’è che diceva il personaggio di Paolo Cevoli? “Fatti, non pugnette”.

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

1 commento

  1. Andrew   •  

    Devo iniziare a leggerti più spesso mi sa… :-))

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