Web, the rockstar paradigm…
Oggi è il 50esimo compleanno di mister Bono Vox, la rockstar per definizione. Sempre bravo, sempre in grado di fare le giuste canzoni, un grandissimo frontman, in grado di regalare esperienze straordinarie ai concerti. Molti, moltissimi vorrebbero essere come lui o parte del suo mondo.
Cosa c’entra il web in tutto questo? Oggi qualcuno mi ha chiesto cosa pensassi della nuova politica di mettere like a tutto spiano anzichè fare commentare gli utenti di blog, sn vari, ecc. Beh, ho risposto che il modello di condivisione “scivola verso il Rockstar Paradigm”, ossia il coinvolgere l’utente mediante tecniche di ingegneria sociale che lo facciano sentire una rockstar, o almeno parte di un insieme.
Basta ricordare la scritta di Facebook “di che ti piace, prima che a tutti i tuoi amici”. Tradotto, fai capire ai tuoi amici quanto sei figo, tu che hai capito le potenzialità del prodotto. E se piace anche ai tuoi amici? Ma mica vorrai restare fuori dalla festa no. Anzi condividi l’”esperienza”, sentiti parte del flusso, prendi un like (al tuo ego).
Però. C’è un però, in un sistema altrimenti molto snello e adatto alla enorme mole di dati che ognuno di noi deve gestire: i contenuti. Continuare a mettere i like che effetto avrà sui contenuti? Secondo me si accentuerà il divario tra l’elite digitale che guida i “born digital” citati da Palfrey e Gasser, che saranno sempre più in grado di determinare i trend di crescità di costumi e comportamenti. Diminuira il contenuto prodotto dalla grande massa degli utenti e le aziende, almeno quelle che sapranno avere una strategia credibile e che piace, avranno sempre più forza nel difendere i propri contenuti. Forse, ma qui azzardo al buio, modificherà i rapporti di forza tra FB e Twitter.
Insomma, il like cosi com’è funziona, ma avrebbe bisogno di un modello decisamente diverso.






