Rai.TV: convergiamo sul 2010

Breve post per raccontarvi cosa è emerso nel focus group diieri  in Rai al quale sono stato invitato. Al di la dei, brevi o grevi fate voi, numeri, la parte interessante risiede sopratutto nel modello. Pur ammettendo che nessuno sà come sarà la televisione del futuro, secondo me la visione che hanno dell’unione di  video e internet in RAI è sorprendentemente evoluta. Vi spiego perchè…

Rai.tv macina numeri interessanti in quest’ultimo anno con una crescita di utenti fino a raggiungere i  3 milioni a febbraio (complice Sanremo). Dov’è il dato interessante quando Youtube ne attira dieci volte tanti? L’audience per esempio. Il pubblico della rete è mediamente giovane, under 40, e con una fruizione di tv media. Rai.TV invece attira un’utenza meno giovane della media web, ma molto più giovane della tv, segno che portali di questo genere, con i contenuti che mettono a disposizione riescono a traghettare, o concentrare, parte delle persone restie alla fruizione generalista del web a collegarsi ed utilizzare il media.

Interessante notare anche le concentrazioni temporali: l’audience si concentra con i prime time televisivi, con un picco alle 21. Viene da chiedersi, dato che rai tv eroga video, e non servizi di commento o strumenti social, se esiste una fruizione media contemporanea. In tal caso che fanno gli utenti? Riguardano i video persi? Cercano approfondimenti? O iniziano a pensare di fare propri palinsesti in forma embrionale? Interessante notare anche come giorni tradizionalmente morti per molti siti (domenica, week end) siano picchi per portali come quello di RaiTV.

Cosa cercano gli utenti? Mancano purtroppo dati georegionali (es. chi cerca, da dove, il contenuto del tg regionale), ma abbondano i dati sugli argomenti principali: satira, cucina, news, reality. Alcuni progetti sperimentali ogni tanto danno risultati sorprendenti: inserire ad esempio anteprime su eventi speciali, interviste integrali, approfondimenti è una politica che se fatta in modo mirato ripaga molto in termine di visite.

Infine, il grande nodo, quello dei diritti. Internet è, dai grandi produttori di eventi (sportivi, dello spettacolo, ecc) vista ancora con diffidenza. Questo porta all’impossibilità di pubblicare moltissimo materiale , sia d’archivio che nuovo. Tra l’altro nemmeno i nuovi contratti aiutano, ma anzi limitano in molti casi. C’è voglia di cambiare le cose, ma certe mentalità sono dure a morire. Per questo, credo, molti business potranno morire.

Una chicca: grazie al contratto di servizio molto materiale sarà rilasciato in cc, con mashup libero. E’ decisamente un passo avanti, considerando paese in cui siamo e mentalità collegata.

Per chi volesse ecco le slide:

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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