Intergruppo parlamentare 2.0, Reti, Google

Breve riassunto: l’amico Nicola Mattina, in un suo recente post ha sollevato il problema sull’intergruppo parlamentare 2.0., un gruppo di parlamentari che si occupano delle tematiche di rete facendo sentire la propria voce. Chi sono, come agiscono, perchè? In un momento in cui la caccia al web è aperta, il ministro Maroni parla di forse, non so, crediamo che la censura ci voglia, anzi no, il loro ruolo dovrebbe essere importantissimo.

Mistero chiarito in un altro post: dietro c’è il gruppo Reti, Google ed altri che spiegano come il gruppo non faccia altro che portare avanti istanze e temi importanti per la rete. Marco Pancini di Google aggiunge adirittura: “La nostra stella polare è che quello che è buono per gli utenti internet è buono per Google“. Alla voce di Nicola si unisce quella di Mantellini sul suo blog.

Dove il discorso prende una piega interessante, soprattutto per far sentire la voce della parte “abitata” della rete, è nella proposta di Nicola di scrivere un documento in forma di lettera aperta a questi parlamentari per spiegare loro quali sono le vere necessità della rete e cosa dovrebbero impegnarsi a fare. Ancora meglio: fare conoscere le dinamiche di rete per capire quanto di bello, utile e necessario ci sia per il futuro di questo paese.

La trovo una grande opportunità, e aderisco completamente al progetto, impegnandomi per quanto mi sarà possibile nel mio piccolo, a spendermi e dare il mio contributo. Vorrei che aderiste tutti, in questo periodo di attacchi alla rete nulla deve essere lasciato intentato.

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

2 commenti

  1. Matteo Stagi   •  

    Si attende con ansia ‘conversazione’ come quella auspicata da Mantellini. Il più possibile allargata perchè se è impossibile individuare e verificare l “affidabilita’ dei soggetti preposti alla redazione ed al controllo” (cit.) allora l’estensione al più ampio numero di partecipanti, anche grazie ai SN, è l’unica garanzia di un processo normativo democratico e trasparente, grazie anche al controllo dal basso. Un test di e-democracy?

  2. Roberto Chibbaro   •     Autore

    Io lo spero…in realtà l’idea è quella di scrivere una base comune di valori, di cui questo gruppo dovrebbe farsi portavoce. spero che parteciperanno in tanti per dire la loro…

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