Luca Lani: il mercato adv 2010 lo vedo cosi.

E chi l’ha detto che non devi parlare con i tuoi concorrenti? Se fanno un buon lavoro sicuramente qualcosa da apprendere c’è, e scambiare informazioni è la chiave del web. Ecco perchè leggendo il blog di Luca Lani, a.d. del gruppo Studenti.it, nostro principale competitor, ho voluto capire il perchè si accanisca tanto contro il mercato adv interno. Insomma è un pessimista, o i dati “contrarian” che sciorina sono il segno che qualcuno non racconta (tutta) la verità?

Più vicino a quest’ultima tesi che alla prima ho cosi chiesto:

Da sempre sostieni una visione abbastanza pessimistica del mercato pubblicitario in rete, diciamo che sei fuori dal coro in tempi di “la ripresa è qui”, “cresciamo, ma a due cifre anziche tre”. Come vedi il mercato, e perchè?

Piu che pessimista sono stato realista. Ho sempre chiesto alle associazioni di categoria (in quanto membro come Pixel/Smg) di fornire cifre precise  sulla dimensione del mercato e non “sparare” cifre poco credibili. Ad oggi vedo che le stime ed i dati delle associazioni di categoria sono molto piu vicine alla realtà. Riguardo alla ripresa, io credo che il 2010 sarà un anno piatto o con crescita bassa e dopo riprenderemo a crescere. In italia però sconteremo sempre un mercato adv internet piu piccolo degli altri paesi a causa di problemi endogeni del nostro sistema media (duopolio rai-mediaset, prezzi bassi adv televisione, bassa penetrazione internet).

2010 anno piatto…andiamo bene… Prevedendo una risposta simile ho voluto provare ad esplorare altre possibilità per gli editori, cosi ho chiesto:
Il modello di business adv based, nel settore dei portali/siti di news e servizi è secondo te l’unico o ci sono altri modelli possibili? Insomma Murdoch prepara il suo suicidio o esiste una terza via?

A mio avviso per i siti ed i prodotti che puntano sulla qualità dei contenuti e sulla verticalità ci sarà sempre piu spazio per un mercato “pay”. Un giornale finanziario approfondito e pieno di servizi (come il WSJ) sicuramente potrà vivere di abbonamento on-line, mentre a mio avviso giornali di notizie generiche o sportive difficilemente lo potranno fare.
Anche molte riviste di nicchia che coprono microsegmenti, avendo poca competizione, potranno spostare parte dei propri servizi sul “pay” andando ad avere un doppio modello di business.


E su questo concordo abbastanza, moltissime analisi di cui la maggioranza fatte sul mercato americano mostrano come nicchia, qualità e verticalità siano concetti fondamentali per un’esperimento di “pay” che funzioni.
Infine non potevo esimermi dal settore specifico in cui opero:

Nel settore studenti, quali realtà consideri tuoi competitor, o almeno interessanti? Perchè?

Lato superiori altri siti che hanno un discreto traffico sono Skuola.net e  Studentville.it. Non ci sono cose particolarmente  innovative, ma sicuramente sono siti carini e utili. Lato universitario c’è University.it  e Unimagazine con il servizio votailprof che è sicuramente interessante.
E se lo dice lui che fa Studenti.it  🙂

Roberto Chibbaro

Padre, Marito, Boss@MakeMeApp, food lover, moto traveller. Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

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