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Franceschini, Casini, e gli altri politici di FriendFeed

Inviato da Roberto Chibbaro su 20/11/2009 – 18:152 Commenti

In un’epoca di Internet anche i politici, consigliati da varie agenzie, che poverini loro non hanno tempo, sbarcano in massa sulla rete. E tra i vari posti dove provano a sbarcare c’è anche il fantastico FriendFeed, scordandosi però che non si tratta di piazze dove fare i comizi (da uno a molti), ma di un salotto, dove i voti, o almeno la stima personale si guadagna rispondendo, interagendo, e seguendo le regole del network.

Ecco la mia esperienza.Seguo attualmente due politici, Casini e Franceschini, non per simaptie personali, ma perchè mi sembra siano gli unici su FF (graditissimi suggerimenti su altre presenze). Adirittura non trovo il PDL, fate voi.

Mi sono fatto cosi carico di spiegare le regole del gioco ai partecipanti: se qualcuno vuole parlare con me non deve lanciare slogan, deve accettare le critiche e soprattutto deve rispondermi. Non dico pubblicare una propria foto, ma almeno farmi capire che ha letto e che interagisce con chi risponde. Se no perdiamo tempo tutti. E cosi intervenendo sui loro feed ecco i risultati:

Casini: risponde regolarmente e sembra (lui o i ghost finche non ho una prova tangibile) aver capito come muoversi in rete.

Franceschini: nessun segnale di vita, speriamo riescano a comunicargli che è il caso di rispondere.

Se sei un utente FriendFeed iscriviti, e dammi una mano (l’hashtag è adottaunfeedpolitico): di certo non cambia il paese, ma la testa di chi chiede il mio voto forse.

2 Commenti »

  • Matteo Stagi scrive:

    Ottima la tua iniziativa. L’ho scritto anche su FriendFeed.

    C’è solo un errore nel tuo post: quando dici che i social network sono “salotti”.

    Purtroppo non è così. Nei salotti, almeno quelli di una volta, usava una certa educazione.

    Se invece, a fronte di una affermazione di un politico, si scatenano decine di commenti che hanno il solo scopo di rigurgitare l’odio e la delusione profonda nei confronti della classe a cui appartengono…allora si va poco lontano.

    Come ho scritto su un thread di Casini per comunicare bisogna essere in due (quindi occorre che loro scendano in campo a confrontarsi) e un linguaggio comune.

    Il linguaggio violento e l’offesa gratuita non dovrebbero fare parte della politica. Ce ne lamentiamo quando li sentiamo litigare in maniera molto più morbida nei talk show e poi li riceviamo con degli “ah stronzooo!” ?

    Anche noi utenti / cittadini / amanti della partecipazione politica e del confronto dobbiamo fare la nostra imparando ad usare un linguaggio consono.

  • Roberto Chibbaro scrive:

    Hai ragione, ma il termine salotto l’ho usato con ottimismo, quasi come un augurio che sia quello che dici tu. Il rischio è alto, ma credo che ci isano ottime possibilità per creare qualcosa di costruttivo..alla fine non c’è rosa senza spina no? :)

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