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I-Doser: bufala sonora? o realtà?

Submitted by on 02/07/2008 – 11:429 Comments

Tutti ricorderete un film cult degli anni 90: Strange days della regista Kathryn Bigelow, già autrice dell’osannato Point Break. Per i pochi che se lo sono perso, si tratta di un noir “millenaristico” molto bello, dove viene introdotta una nuova droga: le sensazioni degli altri. Registrati su un dispositivo chiamato SQUID possono direttamente essere vissute e trasmesse al cervello di altri: sesso, adrenalina, essere il presidente o una rockstar, tutto è possibile.

Tutto questo mi è venuto in mente oggi, quando ho letto di una “nuova droga” spacciata sul web, l’i-doser. Si tratterebbe, il condizionale è d’obbligo, di un file mp3, che grazie alla stereofonia e alle basse frequenze farebbe “sbalalre” i giovani di oggi. A parte il tono sensazionalistico tipico della stampa, e a parte che si,è vero che le basse frequenze possono incidere sul nostro cervello, a me non pare credibile per alcune ragioni.

Anzitutto, non capisco il meccanismo di spaccio: il movente di ogni criminale è il denaro, ma se fai una cosa che una volta regalata la puoi usare all’infinito dov’è che fai i soldi? Inoltre  dov’è un test serio sulle alterazioni che produce? I video su youtube? Le dicerie, che mi ricordano gli alligatori nelle fogne di New York?

Voglio lanciare un appello, se tra voi c’è un neurologo, o un altro medico che può spiegarci mi piacerebbe parlarne in modo scientifico, se no sono solo chiacchiere ed effetto placebo.

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